L’impeto del dispetto che assalse Ernesto era tanto che gli fece perfino interrompere suo padre.

— Ma colà non siamo conosciuti come qui... E per.... lo stemma nostro, non vorrei che, udendo codesto, avessero potuto sogghignare neppure un momento le labbra di quel signor duca... Ah fu una infelice idea quella di mandare presso di me quel tristo uomo di Matteo Arpione!...

Il conte presidente, a queste parole che contenevano una così precisa e risoluta riprovazione del figlio a un suo fatto, ebbe una mossa di risentito stupore; e il giovane s’affrettò a soggiungere riprendendo il tono del massimo rispetto:

— Oh perdono, padre mio. Non voglio neppure accennare che in Lei sia il menomo torto. So che quel... tale venne ad offrirsi egli stesso; e se Lei non l’ha respinto, la colpa è mia, tutta mia, perchè ho trascurato di dirle tutto ciò che riguarda quell’uomo, di farglielo conoscere qual’è realmente, perchè ho taciuto la maggior parte della verità, e ho fatto di tutto, sinora, affinchè non arrivasse sino a Lei.

— Come? — esclamò il padre sporgendosi innanzi della persona con mossa di vivo interessamento. — Che vuoi dire? Qual’è dunque codesta verità? Parla, e non tacer più nulla ora, te lo comando.

Ernesto rimase un momentino perplesso, mortificato, peritoso; si pentì d’essersi lasciato sfuggire quelle parole, e dicerto avrebbe dato qualunque cosa per poterle disdire e fare che non fossero state pronunziate; ma al comando paterno egli non era avvezzo a disubbidire e credeva una degradazione la menzogna.

— Padre, — cominciò egli esitando, — se tacqui, se dissimulai, fu per cagione di bene; credetti poterle e doverle risparmiare un maggior disinganno, un maggior dolore...

Il padre lo interruppe con accento severo.

— Avete avuto torto... La mancanza di sincerità, l’offesa al vero sono sempre una colpa e producono immancabilmente peggiori effetti... Forse le tristi cose che ora sto per apprendere mi avrebbero fatto men danno, se voi me le aveste dette a tempo, che ora, dopo le crudeli scosse dell’animo che ho sofferto.

— Ebbene, padre mio, — disse con calda instanza il giovane, — proroghiamo ad altro momento più opportuno questo discorso... Lei sarà più forte e io stesso più preparato.