— Ecco!... Essere un po’ più zelante a far la corte al principe... e se questi degnasse scherzare su di lui... S. A. è certe volte molto di buon umore ed ha tanto spirito... far bocchin da ridere e applaudire lui primo...
S’interruppe come uomo cui la parola abbia trascinato ben al di là di quanto avrebbe voluto; e s’alzò per accennare risolutamente che il colloquio doveva essere finito.
— Lei vede con quanto interessamento e con quanta fiducia io abbia risposto alle sue domande... forse fin troppo... A Lei e al conte il trar vantaggio dalle mie parole... Ma sopratutto le inculco la prudenza. Di quanto s’è detto qui...
Matteo non lo lasciò finire.
— Oh! protestò, — le giuro di nuovo...
— Va bene, va bene. La saluto, e possa tutto questo finire felicemente, come le auguro e desidero.
Arpione ringraziò, s’inchinò e partì — naturalmente lasciando sul piano della scrivania quel biglietto da lire mille che vi aveva umilmente fatto scivolare. Intanto pensava fra sè:
— Farò tutto il mio possibile per condur via di qui Alfredo... Avessi anche da mandarlo fin laggiù a Napoli.
E il Pancrazi pel mezzo sicuro del suo fidato Michele, faceva ricapitare nelle mani della Zoe un biglietto che diceva:
«Ci sarà chi farà di tutto per deciderlo a partire. Ostacoli aizzeranno vieppiù la passione. Sappiate regolarvi.»