Alfredo fece un gesto risoluto di negazione.
— Usi almeno prudenza, — continuava Matteo, dando al suo accento un’espressione di preghiera sempre più viva: — compromettersi per colei, affrontare un pericolo pur anche menomo per simile creatura non val proprio la pena.
— Risparmiatemi i vostri consigli.
— S’astenga almeno dal comparire innanzi al principe... Oh questo glie lo chiedo come una grazia.
— Perchè? — domandò fieramente il giovane aggrottando le sopracciglia.
— Perchè il duca è geloso di quella... tale; ed è così insolente... potrebbe lasciarsi andare a qualche parola...
— Credereste di ispirarmi paura? — interruppe il conte più aggrottato.
— No; ma sono io che temo... Conosco il suo coraggio, la generosa impetuosità del suo sangue, e non vorrei...
— Avete fatto benissimo a parlarmi così... Questa sera medesima a teatro potrò vedere il principe e andrò a piantarmigli in faccia.
— Per carità, signor Alfredo...