Ordinò alla governante che accompagnasse fuori il conte per la camera da pranzo.

— Ti scriverò questa sera: — gli disse all’orecchio mentre lo spingeva fuori: e appena Alfredo era uscito per una porta essa entrava per l’altra nella sala dove stava aspettandola sir Tommaso W...

XL.

Presentandosi al ministro del duca, quella donna era tutta un’altra: aveva bastato un minuto secondo per una compiuta metamorfosi. L’inglese si vide dinanzi un volto tranquillo, uno sguardo gentile e sereno, una bocca seducente per un cortese sorriso, un contegno di dama che vuole onorare di amichevole domestichezza la persona che riceve. Cominciò essa per ringraziare con poche e dignitose parole sir W... della premura ch’egli aveva avuta di recarsi presso di lei; e con galanteria alquanto grossolana l’uomo rispose quanto già le aveva scritto che l’impressione fatta in lui dalle attrattive della baronessa quando l’aveva veduta a Vienna era stata così forte da non cancellarsi più, e che stimava una sua preziosissima fortuna il poterla rivedere lì, nella stessa Parma dov’egli era condannato a rimanere, e dove egli avrebbe tutto messo in opera quel che potesse per trattenere il più lungamente possibile una sì cara, preziosa, adorabile ospite.

Il fuoco de’ suoi sguardi, mentre così diceva, che era quel medesimo, il quale aveva già balenato nelle sue pupille grigie due sere prima quando egli aveva vista in teatro la Zoe dal palchetto del conte di Camporolle, il fremito delle narici del suo gran naso e una lieve emozione della sua voce sempre fredda, disarmonica, monotona, provavano chiaramente ch’egli diceva la verità.

E n’era persuasissima la Zoe, la quale su ciò appunto faceva assegnamento.

Non istette a schermeggiare di galanterie e a provocare complimenti e dichiarazioni mercè civittesche moine: ma ringraziato il suo interlocutore con uno sguardo che diceva un’infinità di lusinghe, entrò senz’indugio a parlare di quel che s’era prefisso.

— La polizia di Vienna, — incominciò, — voi ben lo sapete sir Tommaso, sa tutto quel che avviene in Italia, anche quello che non sanno le polizie locali dei nostri sovrani.

— Mi permetterete di farvi osservare, — disse l’inglese, — che la nostra, grazie all’abilità del Pancrazi, è abbastanza bene informata.

— Sì, certo: — soggiunse la donna: — assai bene, ma tuttavia non perfettamente... E... — parve esitare un momentino, poi fissando in quelli di lui i suoi occhi affascinatori, diabolici, riprese abbassando la voce: — e, se voi siete uomo da capire il mio disegno, da entrare in esso ad aiutarmi, a noi converrà moltissimo che la polizia del Pancrazi abbia parecchie e importanti ignoranze.