— Impossibile! — esclamò. — E il Pancrazi non ne saprebbe nulla?
— Ve l’ho detto che ne sanno di più a Vienna.
— E i particolari?
— Questi s’ignorano ancora: e questi nel mio disegno dovremmo essere noi a scoprire e a rivelare al principe... noi due, se riusciremo a metterci d’accordo.
Così dicendo essa lo guardava in modo da far nascere pensieri peccaminosi a qualunque Sant’Antonio.
Sir Tommaso mandò quel suo grosso rifiato che poteva essere interpretato per un sospiro, e con tutta la elegante galanteria di cui fosse capace la sua rigida persona e il suo passato da cozzone di cavalli, prese la mano di lei e la baciò.
— Con voi, — disse, — io sarò sempre d’accordo. Non avete che da comandare e io obbedirò.
— Forse voi avete già capito qualche cosa delle mie intenzioni?
— Forse sì! — rispose l’inglese il cui occhio mandò un lampo vivo d’intelligenza: — ma se non vi rincresce spiegarvi anche meglio, ve ne sarei grato.
— Mi spiegherò chiarissimamente. Voi pei vostri meriti — (il W... s’inchinò) — per la vostra finissima accortezza, — (l’altro s’inchinò di nuovo e più profondamente) — avete saputo acquistare un grande influsso sul padre del nostro duca, e poi su costui medesimo, tanto da potere a vostro talento guidare l’amministrazione non solo del patrimonio privato di ambedue, ma del ducato eziandio.