L’inglese interruppe con quella sua soffiatina:

— Eh! non tanto quanto forse pare e quanto molti credono...

— Ecco! — aggiunse sollecita, di rimbalzo, la donna. — Io appunto do fede a codesta vostra modesta riserva; e vi dico che bisognerebbe fare in guisa che fosse in realtà quanto apparisce e avesse ragione chi crede alla assoluta autorità del vostro influsso.

Gli occhi di Tommaso brillarono, brillarono: ma egli non fece altro che mandare un’esclamazione.

— Ah!

— Qui, ora, codesta vostra influenza è molto combattuta...

— Lo sapete? — esclamò vivamente l’inglese.

— Eh! — fece la donna con un maliziosetto sorriso pieno di grazia: — ve l’ho già detto e ridetto che da Vienna si sanno tante cose!... Il conte Anviti vorrebbe esser lui solo a volgere l’animo del principe...

— È vero: — balbettò l’inglese coi denti stretti.

— La duchessa, lasciata così sprezzosamente in disparte, non si rifiuterebbe a compire qualche atto per acquistarsi un poco di quell’autorità che le si crede dovuta.