— Ed è pure importante che ne siate informata. Quella nuova ballerina venuta da Milano, e per cui si sono battuti quei due matti ufficiali, uno austriaco, l’altro piemontese, ha dato nel genio anche a S. A.

— Ah davvero?

— Già era da pensarsi. Gli sarebbe piaciuta ad ogni modo, perchè la è belloccia; ora poi, con quel tanto di spolvero che le diede la rivalità dei due ufficiali, venne ancora stuzzicata la curiosità viziosa del principe... A farla breve, il duca l’ebbe seco tutto il giorno ieri, e oggi spinse la mattana fino a menarla a spasso al fianco in breack, che conduceva egli stesso, per le strade di Parma.

— Che razza di principe! — esclamò Zoe con disprezzo.

— Tutta la città ne è indignata; la gioventù, fra cui corse voce essere colei venuta qui accompagnata da un ufficiale austriaco, si è proposto di dare a lei una buona lezione e di fare in pari tempo uno sfregio al duca, fischiandola questa sera senza misericordia.

— E il duca lo sa?

— Non sarei un buon direttore di Polizia, — disse Pancrazi col suo ironico sogghigno, — se non l’avessi informato esattamente.

— Ed egli?

— È andato su tutte le furie. Per poco non ha ordinato che l’artiglieria e la cavalleria fossero radunate sulla piazza e il teatro fosse invaso da tutto il suo glorioso esercito. Gli feci capire che era meglio cogliere al laccio i malintenzionati, non mostrando nessuno sfoggio di forza, ma riempiendo la platea e il loggione di gendarmi travestiti e di agenti subalterni e spie. Quando si fischierà, costoro abbrancheranno i fischiatori, li trascineranno in prigione... e chi può dire che confusione e parapiglia ne nascerà, e qual nuova messe di odii per colui!

— È giusto! Sarà davvero una serata divertente... Oh non ci mancherei per nulla al mondo. Ve ne andate?