— Suvvia, parlatemi chiaro, che faremo più presto. Volete dire che la trama è stata immaginata nel circolo che attornia la duchessa?...
— Oh no, non dico ciò...
— Almeno che vi fu approvata?
— Si è forse saputo persuadere alla principessa, che per essere comparsa in pubblico con V. A., quella ballerina meritava una lezione...
— Oh la duchessa è capace di averlo pensato essa stessa... è capace di ciò e d’altro... va bene... Ciò ha da rimanere assolutamente fra di noi!
— Non dubiti Altezza... Ho fatto il mio dovere, dicendo a Lei tutta la verità; ora se V. A. crede, io potrò molto facilmente far dileguarsi ogni traccia di questa verità.
— E sarà meglio! — disse risolutamente il duca, e fece un cenno di congedo.
Pancrazi partì.
Carlo III si rivolse verso il pubblico e rivide le sempre maggiori moine che Zoe prodigava al conte di Camporolle.
— Anviti, — disse bruscamente, come in uno scoppio di dispetto. — Va da quel figurino di Camporolle e intimagli l’ordine di venir subito qui a sentire quello che abbiamo da dirgli.