— È la Zoe.

— Chi? — domandò il Borbone allargando tanto fatti i suoi occhi che parevano pallottole di vetro. — Che Zoe?

Tommaso abbassò ancora più la voce e mise le labbra così vicino all’augusto orecchio da quasi toccarlo.

— La spia dell’Austria: — mormorò con voce che era appena un soffio.

Il duchino fece un leggero sobbalzo, ebbe un osceno sorriso e animò un pochino il vetro de’ suoi occhi rotondi.

— Ah ah!... Quella tal Zoe di Torino... La Leggera?

— Sì Altezza.

— To’, ho giusto piacere di vederla! — esclamò il principe. — Una bella donna!... È sempre una bella donna, Tommaso?

L’inglese mandò un grosso rifiato che poteva passare per un sospiro.

— Sempre più bella!