— No, no, niente affatto: — rispose Antonia troncandogli la parola, — ci sto molto volentieri. Ho gran desiderio anch’io di avere le nuove di quel giovane. Sarei tanto curiosa di vederlo!
Matteo aveva già aperto l’uscio a vetri e posto un piede fuori della soglia; si volse indietro per dire alla donna che l’accompagnava:
— E lo vedrete... quel giorno che lo accompagneremo alla tomba di sua madre.
Queste parole giunsero intelligibili fino all’orecchio di Alfredo, e non ostante l’ebbra confusione della sua mente lo scossero fino nel fondo dell’anima. Una esclamazione gli sfuggì dalle labbra; e aperto rapidamente l’uscio, egli fece per islanciarsi nella bottega; ma alla sua volontà non obbedivano con zelante prontezza le membra; e Michele, assai spiacente di quell’atto, ebbe tempo a ritrarre indietro il giovane e rinchiudere il battente, prima che Alfredo potesse eseguire il suo disegno.
— Non si lasci vedere, per Dio! — gli disse a bassa voce, ma con forza; — o ci vuol perdere tuttedue.
Antonia, che dava le spalle a quello stanzino, non potò veder nulla; Matteo, invece, che stava mezzo voltato verso quella parte per parlare colla donna, travide il ratto aprirsi e rinchiudersi dell’uscio, e in mezzo, come nel batter d’un lampo, la figura d’un giovane, che, quantunque scorta solo di sbieco, gli parve tutta quella del conte di Camporolle. Ebbe un mezzo grido, tornò indietro e richiuse dietro di sè l’uscio da via.
— C’è qualcheduno costì? — disse vivacemente a Melchiorre.
— Sicuro! — rispose l’omaccione, più burbero che mai, crollando le sue spallaccie. — Ci ho due avventori.
— Chi sono? — domandò Matteo, facendo un passo verso il gabinetto. — Voglio vederli.
— Oh, oh! — esclamò il zozzaio, mettendoglisi innanzi: — questa poi a casa mia non s’è mai vista, e non si vedrà nè anche adesso. Ci ho due avventori che sono entrati là dentro per essere soli, che vogliono discorrere senza essere disturbati, e manco se foste il direttore di Polizia in persona o il duca medesimo, non vi ci lascerei entrare.