Zoe gl’interruppe il discorso con un bacio ardente sulle labbra.
Quand’egli si partì, ella pensò guardandogli dietro con un misto d’ironia e di crudele soddisfazione:
— Sempre meglio tener pronte due armi: se non sarà l’una sarà l’altra.
Alfredo, tornato a casa sua, trovò una lettera listata di nero, la cui vista gli produsse una certa emozione: il bollo postale la indicava proveniente da Torino. L’aprì: era una circolare per annunzio di morte stampata, ma in calce della quale erano scarabocchiate a mano alcune parole ed una firma. Nel mezzo dello stampato campeggiava a lettere alte, nere, un nome che, per dir così, saltò agli occhi di Alfredo, il nome del suo recente, ma pur caro amico piemontese, al cui duello coll’ufficiale austriaco egli aveva assistito pochi giorni innanzi.
Lo stampato diceva così:
«Adelaide Lemmi dei marchesi di Rovella, i figli suoi conte Ernesto, cavaliere Enrico ed Albina Sangré di Valneve e il nipote cavaliere Giulio Sangré di Valneve, annunziano la irreparabile perdita da essi fatta del loro rispettivo marito, padre e zio paterno
Conte Ernesto Sangré di Valneve
primo Presidente di Corte d’Appello in ritiro, Grand’ufficiale dell’ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro, passato a miglior vita la sera dei....... di marzo 1854, dopo breve malattia, munito di tutti i conforti della nostra Santa Religione.
«La salma verrà trasportata a Valneve per riposare nel sepolcro famigliare dove dormono da tante generazioni i suoi maggiori.
Una prece!