— Ah, la luce maggiore, — rispose il parroco, — viene alla sua ragione dalla diretta ispirazione del Signore.
Poco dopo, tornato in quella camera il marchese Respetti, l’ammalato gli disse colla sua solita ilarità:
— Tu sarai curioso di sapere quello che ho da comunicarti. Siccome mi sento assai bene in questo momento e in forze da poter parlare, non voglio farti rimanere più a lungo colla tua curiosità.
Rimasto solo col suo figlioccio, egli cominciò tosto a parlargli in questa guisa:
— Bisogna che io ti dica una cosa che la mia famiglia ancora non sa, ma che è pur necessario oramai apprenda e vi si prepari; io sto per morire, e probabilmente non vedrò più la luce di domani....
Come potete immaginare, il marchese interruppe, contrastò, protestò; ma egli proseguì fermamente nel suo discorso:
— Tu che sei figliuolo d’un mio carissimo congiunto ed amico, tu che sei amico e quasi fratello ai miei figli e a mio nipote, tu che sei mio figlioccio; tu devi svelare la verità ai miei, perchè non è bene per nessun verso che stieno nell’inganno fino all’ultimo, e il colpo sarà loro tanto più tremendo, quando avverrà, se inaspettato. Desidero adunque che tu li avvisi, li incoraggi e li prepari a questo dolore; cosicchè io possa poi rivolgere le ultime mie parole a tutti i miei più cari qui raccolti, conscii del vero e, per quanto possibile, rassegnati.
Il marchese dovette promettere di assumere ed eseguire tosto sì triste incarico.
— Ma questo, mio caro, non è il solo favore ch’io ti voglio domandare. Lascio la mia famiglia ancora in giovane età, che ha bisogno dei consigli, della guida, della direzione d’un uomo grave e prudente. Ernesto, il mio primogenito, che ha un cuore tanto fatto, manca di giudizio; ahimè quanto rassomiglia al mio povero fratello Armando! Tu sei, benchè giovine ancora, ricco di senno, d’esperienza, d’intelligente operosità: a te, mio figlioccio, figliuolo mio, a te affido di vegliare sulla mia famiglia.
— Oh cugino! — esclamò il Respetti commosso proprio nell’anima. — Io, che devo a voi cotanto! io che vi devo tutte le cure che aveste pel povero padre mio! io che fui trattato da voi come un figliuolo; io vi giuro che farò tutto quel che potrò per adempire santamente a questo sacro debito che mi lasciate, per fare che voi... sì voi stesso abbiate ad essere soddisfatto di me.