L’austriaco nascose con un chinar del capo il suo sogghigno, che era divenuto ironico e sarcastico. E davvero c’era da ridere di quel vanto, pensando che quei dominii erano vasti come un palmo di terra.
— Vi fermerete qui parecchi giorni, capitano? — riprese il duca.
— Cinque o sei.
— E poi vi condurrete con voi la ragazza?
— Ah! non so... Essa ha una scrittura per Firenze, ma forse non ci andrà.
— Siete voi che non la lascierete andare. È troppo lontano, non è vero?
— Quella creatura è molto capricciosa... vuol fare a sua testa... Ha abbandonato Milano per farmi dispetto.
— E voi le siete corso dietro.
— È stato un puntiglio... sapevo che veniva qui per lei un cotale...
— Ah sì! Ho udito anche di ciò: un ufficiale piemontese.