Udito da Pietro Carra il suo tremendo disegno, la moglie no, non avea potuto smuoverlo da esso; non l’aveva tentato neppure a lungo, perchè conosceva il carattere del marito, perchè una vendetta la desiderava anche lei, e le pareva che il su’ uomo erigendosi a giustiziere e vendicatore degli oltraggi fatti a sè e a tutto un popolo, si elevasse a una grandezza che a lei ne imponeva, che ella doveva ammirare. Si mise a pregare, e la vista dei bimbi che le si serravano intorno fece che non potè trattenersi dal piangere.

Pietro le aveva narrato tutto. La sera stessa di quel giorno che egli aveva ricevuta dal principe la sanguinosa offesa per cui il suo onore esigeva imperiosamente vendetta, gli era stato ricapitato misteriosamente un biglietto che diceva:

«Se come crediamo, siete uomo d’onore, se siete un degno parmigiano, voi non tollererete l’affronto fattovi senza vendicarlo. E vi ha chi ve ne faciliterà, ve ne porgerà i mezzi. Trovatevi questa sera alla tal ora nel tal luogo e seguite l’uomo che vi verrà presso a dirvi: «il giorno della giustizia è venuto.»

Il sellaio si era trovato, era stato condotto alla segreta congrega, e là aveva udito che s’egli facesse il colpo avrebbe avuto una vistosa somma a sua disposizione, e i seguenti mezzi di scampo: alcuni complici appostati per la strada ch’egli avrebbe percorso fuggendo, a facilitargli il passo e sviare i persecutori se ne avesse avuti, un comandante di posto alla guardia di una porta della città, il quale non avrebbe badato a lui mentr’egli passasse, fuor di quella porta a un trar di pietra un carrozzino con un eccellente cavallo, su cui egli sarebbe salito, e tutte le altre disposizioni che già sappiamo pensate e prese all’uopo.

Pietro rifiutò sdegnosamente la somma; non voleva il prezzo del sangue; accettò tutto il resto. Tutte le opportune intelligenze furono subito stabilite all’uopo.

Il giorno prima di quello in cui siamo col nostro racconto, il sellaio aveva ricevuto un altro biglietto.

«Domani alle quattro pomeridiane passerà sotto alle vostre finestre. È il momento: tutto è pronto; la strada che avete da percorrere, la porta per cui uscire, la sapete. Coraggio! Si conta su di voi!»

Egli si era subito recato dal suo amico l’armaiuolo e lo aveva pregato di portargli il domattina a casa parecchie lame di pugnale con semplici manichi di legno da adattarsi a quella che egli avrebbe scelto: e si raccomandava perchè gli recasse le migliori possibili e non dicesse motto a nessuno.

Nella bottega sarebbe stato imprudente fare l’esame e la scelta dell’arma. Ludovico era venuto, Pietro aveva preso la più acuta, ben temprata lama a spigoli, e l’aveva fatta fermar bene entro il manico di legno; aveva imposto con giuramento il più gran segreto all’armaiuolo, e poi avvoltolata l’arma nel suo mantello, la teneva lì presso sopra una seggiola a un passo dalia finestra.

Le quattro erano suonate: fra i diversi passeggieri che spuntavano e percorrevano e sparivano per la strada che veniva a quel crocicchio, non uno che avesse pure una somiglianza con colui che tanto ansiosamente s’aspettava. La Zoe aggrottava in modo sempre più fiero le sopracciglia e rispondeva meno che mai alle parole di sir Tommaso; Pietro Carra si mordeva le labbra e bestemmiava fra sè. La moglie del sellaio pregava con maggior fervore. Ah! forse la poveretta pregava che quell’uomo, cui pure ella odiava, non venisse!