Se mancava, pei congiurati tutto era perduto; sir Tommaso avrebbe parlato e operato; si sarebbero fatti arresti e ogni cosa non avrebbe tardato a essere scoperta; se il duca veniva e il colpo falliva... ma si aveva fiducia nella forza, nel sangue freddo, nell’odio di Pietro Carra.

Ma non veniva!

Nell’elegante sala della baronessa Muldorff, un ricco pendolo, che suonava a ogni quindici minuti, battè le quattro e il quarto; la pseudo baronessa chiamò la governante.

— La carrozza è pronta? — le disse a bassa voce.

— Sì.

— Ebbene, va e porta subito in essa fin da ora il sacchetto dei valori. Mi ci aspetterai; fra venti minuti al più tardi ci sarò anch’io.

La governante partì.

Zoe era decisa, se fra un quarto d’ora il duca non fosse comparso, di abbandonar la partita; avrebbe con un pretesto qualunque lasciato solo sir Tommaso nel salotto e sarebbe scappata.

Ma a un punto vide trasalire l’uomo che stava alla finestra di facciata; si sporse in fuori e mandò anch’essa una piccola esclamazione.

— Che cosa c’è? — domandò l’inglese chinandosi egli pure sul davanzale a guardare.