La baronessa non lasciava trasparire sulla faccia nessun segno d’emozione: il suo fiero pallore non si mutò menomamente, la rigida freddezza dei suoi lineamenti non si alterò pure un istante; ma ascoltò attenta. Dopo un poco senza parlare, aveva passato la mano sotto al braccio del giovane, e dandogli la spinta l’aveva fatto camminare, venendogli allato, posando lievemente la sinistra inguantata sull’avambraccio di lui, premendogli delicatamente il fianco colla sua persona. Camminava a pari passo con lui, e teneva il capo chino; ma tratto tratto levava un poco la faccia e di sotto alle lunghe palpebre saettava sul giovane uno sguardo osservatore, curioso, stupito, sempre più interessato.

In Alfredo la paura era passata, l’emozione, anche perdurando, aveva perduto di quel tormento, di quell’ansia angosciosa che prima gli stringevano il cuore. Egli sentiva una deliziosa dolcezza; era come un dilettoso sogno fatto da sveglio. Trovavasi in una quasi assoluta solitudine, con quella donna che gli era apparsa tanto al di sopra di lui, della quale aveva così ardentemente e con sì poca, anzi nessuna speranza, agognato la conoscenza; ed essa gli camminava allato con una certa fiducia, quasi con amichevole famigliarità e ascoltava le effusioni dell’amore di lui e di più le incoraggiava di quando in quando con isguardi interrogatori e benigni!

Poichè ebbe esaurita tutta la piena de’ suoi sentimenti ed affetti, il giovane si tacque palpitante, attendendo con intimo tremore dalle sottili labbra della donna così fermamente chiuse una parola che, come sogliono dire gli amanti, gli aprisse il paradiso e lo precipitasse nell’inferno. La baronessa non mutò contegno, nè andatura, nè espressione: seguitò a camminare a capo basso, come se udisse ancora suonare all’orecchio quella voce giovanile, calda, concitata, fremente, come se prestasse tuttavia una profonda attenzione a qualche melodia lontana che le venisse ad accarezzar l’anima.

A un tratto ella si fermò, sollevò il viso e piantò quei suoi occhi di fuoco in faccia al giovane.

— Lei... forse... è piemontese? gli domandò con una mal celata emozione.

— No, — rispose Alfredo alquanto stupito a questa domanda: — io nacqui per caso in un piccolo villaggio presso Parma.

La donna mandò dalle pupille uno di quei suoi lampi feroci.

— Ah Parma! — ripetè con voce stridente — La sua è dunque famiglia parmigiana?

— Neppure: — disse il giovane. — Per azzardo, mia madre si trovava in viaggio da quelle parti quando io venni al mondo; e fui battezzato in una piccola pieve di campagna.

— E lei, — riprese la baronessa, spegnendo di nuovo negli occhi quel fiero bagliore e tornando all’espressione d’una simpatica curiosità: — Lei è stato in Piemonte?... a Torino?