— Forse! — esclamò la donna. — Or dunque rivedrò il principe....
— E ridesterete in lui una vampa dell’antica passione.
— Per quanto poco ne abbia bisogno, sarò il suo dèmone consigliatore dei più scellerati fatti. Lo spingerò a calpestare più ancora di quel che faccia ogni virtù, ogni scrupolo, ogni dignità umana...
— E mostrerete a quel giovanetto, già mezzo impazzito per voi, che può arrivare solamente a possedervi, passando sopra il cadavere del duca.
— Voi mi farete sapere tutto quello che riguarda il principe: le sue menome azioni, ogni passo che sia per muovere, ogni cosa che intenda e che prepari.
— Vi servirò più di quanto vi aspettate: — disse il Pancrazi colla solita freddezza d’accento. — Prima di tutto perchè ve l’ho giurato; poi, perchè questo insolente che si serve di voi e vi umilia, che vi vuole e fa vili e poi vi beffeggia, che vi dà una manciata d’oro e una frustata sulla faccia: questo principe l’odio anch’io....
La donna fece un balzo e afferrò ambedue le mani del Pancrazi.
— Ah sì? — disse con lieta concitazione. — Voi mi dite una parola che tutta mi rassicura e mi allegra. I nostri odii uniti saranno onnipossenti....
Il poliziotto si accostò vieppiù alla seducente baronessa, si curvò verso di lei, e, benchè fossero soli, abbassò la voce tanto che appena essa ne potè udire le parole.
— E i nostri odii non sono soli... Ce n’è un altro, che quel tristo si è ben meritato... un altro assai in alto, il quale probabilmente non farebbe nulla di positivo per aiutarci nel compito.... ma però lascierà fare.