Il giovane fece un gesto come d’incredulità.

— No signore: — insistette ella con forza: — non posso, e non voglio... ma volessi pur anche, creda a me che sono in un momento di sincerità, volessi pur anco, non sono più capace d’amare... e non sono degna d’essere amata.

Alfredo interruppe con un grido di protesta.

— Creda quello che vuole! — riprese la donna con accento e mossa che non erano più da quella superba gran dama che era apparsa fin allora, ma che sembravano rivelare natura e abitudini più volgari. — Io faccio forse male a parlare così: ma mi ha colta in uno strano momento di sincerità e il vero mi è sfuggito dalle labbra. Ritenga pure ch’io non ho parlato: se così piace a lei, piace anche a me; ma noi non possiamo andare neppure per un po’ di tempo giù della medesima strada: o io farei danno a lei o lei impaccerebbe me; e più facilmente ci faremmo del male ambedue... Dunque rientri in sè, metta giudizio e se io prendo a destra, lei volga a sinistra.

— No, no! — gridò Alfredo, a cui l’accesso della passione non lasciava luogo a riflettere, non permetteva neppure di scorgere la mutazione di tono nel discorso di quella donna. — Per me è impossibile far quello che lei dice. Io sento tutta la mia vita legata a quella di lei; io ho bisogno di vederla... sì, almeno questo, vederla; e s’ella non ha che un briciolo di pietà nel cuore, deve concedermi ch’io la possa contemplare, ammirare, adorare, non fosse che da lungi.

La baronessa sorrise.

— Da lungi... ben da lungi, pazienza! — disse riprendendo il braccio del giovane e tornando a passeggiare a paro con lui. — Bisogna proprio che la si contenti di codesto... Lo avrà già notato, signor conte, e ora io glie l’affermo solennemente: io non ricevo nessuno... nessuno assolutamente!... tanto meno un giovanotto.

— E dunque — proruppe Alfredo con vero dolore che non potè frenare, — e dunque io non le potrò più parlare!... Mai più!

La baronessa sorrise di nuovo: poi tosto si rifece seria; guardò daccapo fiso il giovane, le labbra color di sangue più serrate, i lineamenti più rigidi, le guancie più pallide che mai. Le sopracciglia si corrugarono un poco, gli occhi ebbero quel fosco bagliore che abbiamo già più volte accennato. Stette un poco in silenzio, quasi riflettendo. Chi sa quali pensieri passavano per la sua mente! Un acuto osservatore avrebbe ad ogni modo affermato per sicuro che non erano pensieri di commozione, nè di tenerezza, nè di pietà per quel giovane.

— Parlarci: — diss’ella poi; — per che cosa? Ella mi vorrebbe ripetere quello che or ora ho udito da lei? Già non può aggiungervi nulla... E io non avrei mai nessuna risposta da farle, glielo ripeto... Ma non è impossibile che possiamo incontrarci ancora in qualche luogo dove lei mi possa accostare... qui stesso per esempio.