— Altezza! Prima che Ella compia la sua frase, mi permetterà che io le consegni una lettera confidenzialissima del principe K.
— Ah quel caro principe... Già, lui si crede di menare da Vienna le Polizie di tutta Europa. Son persuaso che egli di colà va certo di saperne più di me stesso intorno a quello che succede nella mia Parma medesima...
— Forse! — esclamò la donna che andò ad un elegante stipetto di bronzo dorato posto sopra una mensola, e lo aprì con una chiavetta inglese che teneva appesa al collo per un cordoncino.
— Fu il principe che ti arrolò nell’esercito numerosissimo de’ suoi... fidi stromenti, e ti fece subito generale... Già è un furbo volpone quello là... Ma non è il solo che sia abile, e noi pure.
Zoe aveva tratto da quello stipetto una lettera in una busta accuratamente suggellata e venne a porgerla al duca.
— Prenda e legga, Altezza.
— Subito?
— Sarà meglio.
— Sono tentato di esclamare, come quello spartano a Tebe: A domani le cose serie.
— Altezza! — esclamò l’Anviti, — se mi ricordo bene, a quello spartano gliene incolse male...