Fu colto in questo mentre da una subita idea.

“Ma forse tu stessa ci anderesti con piacere al tuo paese per un po' di tempo. E codesto gioverebbe eziandio alla tua salute. L'anno scorso ti fece tanto di buon sangue quella poca dimora colassù! Lascia che io provveda all'uopo, mamma, ti prego.”

Pochi giorni dopo, Guido entrava improvviso nella stanza dove erano ai loro lavori domestici Anna e Maria.

“Domani,” diss'egli con allegra vivacità e senza preamboli “domani partiamo per ***. Ho preso a pigione la casa, rifornitala di quanto occorre, e tutto è pronto per ricevervi. Potrete passarvi colà, alla freschezza di quell'aria, tutta la state.”

“Davvero!” esclamò con gioia la madre, battendo le mani in atto quasi infantile: “Oh bravo! Oh che tu sia benedetto!”

Poi tosto la sua contentezza fu temperata da una paura.

“E tu, Guido,” richiese ella dubbiosamente: “ci verrai tu pure?”

“Verrò ad accompagnarvi,” rispose il giovane, “ed a vedervi tutte le settimane una volta, o poco meno. Quanto allo starci anch'io di piè fermo, sai, mamma, che non si può. Ho da finire quel gran lavoro, nè posso assolutamente smetterlo o interromperlo.”

Maria, a quell'inaspettato annunzio, era rimasta là immobile, come sovraccolta dal massimo stupore, la mano levata sul suo lavoro, la bocca aperta, senza parola, quasi senza fiato.

“Hai udito, Maria?” le disse la madre di Guido. “Si va di nuovo al villaggio.”