Fino allora, Guido non avea saputo rendersi un conto chiaro e preciso del sentimento che gl'ispirava sua cugina. La subita gelosia che lo morse al cuore a quel punto, gli aprì gli occhi. Egli amava Maria disperatamente. Egli, che non aveva ancora amato mai, l'amava con tutta la potenza dell'anima sua. L'amava di quell'amore dell'uomo maturo, che ha ancora tutta la foga della prima giovinezza, e ha già la tenacità della forza virile; quell'amore che è l'ultimo che occupi il cuore d'un uomo, perchè vi s'incide profondo e incancellabile.

L'amava, così da non avere più bene che con lei e per lei, l'amava da non poterla pensare nelle braccia d'un altro. L'amava ed era ferocemente geloso.

A questa scoperta impallidì, provò ad un punto e vergogna di sè stesso e dispetto contro quella creatura cinta di tanta freddezza che pure aveva potuto accendere in lui un tanto ardore; ma poi, tosto, un impeto misto di tenerezza e di gioia lo assalse, perocchè sentì essere un gran fatto, una tremenda ventura nella vita dell'uomo quella che un vero, profondo, appassionato amore ne invada l'anima.

Sua madre gli dirigeva giusto in quel punto una domanda. Guido, oppresso dalla sua emozione, non seppe rispondere, balbettò alcune parole, e per celare il suo turbamento, non trovò altro mezzo migliore che quello di uscire dalla stanza.

Anna lo seguitò con uno sguardo pieno d'inquietudine materna.

“Hai tu osservato?” diss'ella poi a Maria con voce commossa. “Guido ha qualche cosa che lo tormenta, forse un segreto dispiacere.”

E Maria levando il suo placido viso e coll'accento della più naturale tranquillità:

“Non istate a mettervi in mente di queste cose, Anna, che vi farete male senza una ragione al mondo. Il vostro occhio di madre è sempre pronto a vedere alcun male e farvi impaurire sul conto di Guido; ma vi dico io che l'ho osservato bene eziandio, ch'egli non ha nulla.”

E intanto l'artista era corso a chiudersi in camera, e passeggiandovi in lungo e in largo a passi concitati, i pugni chiusi, la faccia contratta, esclamava con impeto che metà era di sdegno, metà di contentezza:

“L'amo, l'amo, l'amo come un pazzo.”