Il giovane fu per isvenire dalla contentezza, e buttandosi al collo del genitore, lo ringraziò vivamente più coi baci e con le lacrime che con le parole.

Codesto intimo dramma aveva avuto luogo senza che dalla famiglia di Maria nulla se ne sapesse, eccetto la muta contemplazione del giovane, della quale da ultimo erasi accorto Guido. Ed ecco che pochi giorni dopo quell'ora di spasimo e di esaltazione, mercè cui lo scultore aveva conosciuto tutta l'estensione e la profondità dell'amor suo, rientrando in casa il nostro protagonista incontrò un vecchio signore affatto a lui sconosciuto, che usciva: Guido si affrettò ad entrare nel salotto, dove trovò sola sua madre, evidentemente sopra pensiero.

“E Maria?” domandò egli.

“È nella sua stanza:” rispose la madre. “Ho avuto adess'adesso un colloquio a cui non era conveniente che ella assistesse.”

Guido sentì stringersi il cuore da un doloroso presentimento.

“Un colloquio?” balbettò egli. “Con chi? E a qual proposito?”

“Anzi t'aspettavo con molto desiderio per discorrerne teco,” seguitava la madre. “Non hai visto, entrando, un signore che si partiva di qui?”

“Sì, ebbene?”

“È il signor X....; ed è venuto a domandarmi per suo figlio, un unico figliuolo, la mano di Maria.”

“Ah!”