Anna sedeva sopra una poltrona in faccia alla finestra; Guido su una seggiola bassa, accosto accosto al camino. Guardò egli di sottecchi la fanciulla che s'avanzava, e poi curvandosi, sul focolare si rimise a percuotere con più violenza i tizzoni.

“Maria,” disse la madre di Guido, facendole cenno che sedesse, “abbiamo da parlarti di cose importanti che ti riguardano.”

“Me?” interrogò la ragazza stupita; e poi tosto, vedendo il mal governo che Guido stava facendo del fuoco, si rivolse a lui con piglio graziosamente autorevole: “Guarda se questo è modo di assettare il fuoco!... Hai mandato la cenere fin qui sul tappeto!”

Guido gettò via le molle e appoggiate le gomita sulle ginocchia, con le mani si reggeva la faccia; Maria prese la spazzola del cammino e levò via con tutta cura la cenere sparsa; poi andò a sedersi sopra uno sgabello ai piedi di Anna, pigliò fra le sue e ritenne la mano che questa le tendeva, e guardandola con que' suoi occhi limpidi e sgranati, le disse:

“Parlate pure; vi ascolto.”

“Si tratta della cosa più importante per una ragazza:” cominciò Anna sorridendo: “d'un matrimonio per te; e noi dobbiamo chiederti la tua volontà a tale riguardo.”

Maria non manifestò la menoma commozione; dopo il suo solito glaciale sorriso, metà superbo, metà incredulo disse pacata:

“Un matrimonio per me? È un'idea che mi riesce affatto nuova, a cui non ho vòlto mai la mente.... Perchè un matrimonio?... Uscire da questa casa io, per entrare in un'altra del tutto estranea, in mezzo ad estranei?... Voi mi domandate intorno a ciò la mia volontà quale sia? Che cosa posso io volere, io che non conosco nulla della vita e non so nulla del mondo?”

Anna le spiegò in breve come realmente fosse nel destino della donna il farsi sposa e madre; le rivelò qual fosse il partito proposto, quali vantaggi avesse, quali fossero le buone qualità del giovane e le felici condizioni del casato, e concluse con le seguenti parole:

“Io t'ho posto innanzi tutta la verità delle cose perchè tu ti potessi decidere con piena conoscenza di causa. Certo a noi dorrà grandemente il perderti, mentre, tu lo vedi, t'amiamo come figlia e sorella e sei tanta parte della nostra famigliuola; ma tu non hai da consultare che il tuo interesse e il tuo bene, e quando noi ti vedremo felice saremo lieti, per quanto ci abbia a costare il separarci da te.”