Maria aveva ascoltato il discorso della cugina, immobile e indifferente, come se le si parlasse di cose risguardanti tutt'altri che lei. Quando Anna ebbe finito, ella chinò il capo, quasi per raccogliersi in sè, e lasciò andare la mano della cugina che teneva ancora fra le sue.

Guido, che fino allora era stato colla faccia chiusa fra le palme, sollevò la testa e volse uno sguardo ansioso verso la ragazza, di cui attendeva la risposta.

“E così,” cominciò poi Maria a dire lentamente, “voi mi consigliate ad acconsentire?”

Guido diè un balzo e parve voler prorompere con vivaci parole, ma si contenne.

“Noi non vogliamo influire sulla tua decisione, nè in un verso, nè nell'altro,” disse Anna, “ma è nostro obbligo il metterti sott'occhio le cose come stanno.”

“Bene,” disse Maria; e stata ancora un poco sopra sè, soggiunse poscia con accento d'espansione più che non avesse avuto ancora mai:

“Non voglio dividermi da voi, Anna. Io non ho bisogno affatto di nuove affezioni; anzi ne sono schiva.... Quando morì la mia povera nonna.... (vi dirò con tutta schiettezza cosa che non vi ho mai detta, solo perchè non me ne venne l'occasione) quando morì quella santa donna, io non era che una bambina; eppure v'era già qualche cosa in me che, non dirò ragionasse, ma sentiva in un modo tutto suo particolare; ebbene, allora, io mi dissi che non avrei amato più, che non avrei potuto amar più nessuno al mondo come quella povera morta.”

Fece pausa un istante. Ella non aveva ancora parlato mai sì a lungo di cosa che la riguardasse; e forse per la prima volta, dacchè Guido la udiva, la voce metallica di lei aveva una vibrazione d'affetto.

Maria ripigliava:

“Perchè, vedete, io bisogna che ami a tutto mio modo, e sia amata secondo un mio modo.... Quella povera vecchia nonna come sapeva amarmi! Come mi pareva che sapessero amarmi le gole e il vento, i castagni e gli abeti, i fiori selvaggi e i freddi ruscelli delle mie montagne! Come le mie capre vagolanti sui ciglioni dei dirupi ed accorrenti alla mia voce!”