Di Guido ella non aveva parlato, nè pur fatto cenno, nè voltogli uno sguardo, nè mostrato pure di ricordarsi che esistesse: eppure l'innamorato artista, a due passi da lei, contemplandola rapito, le mani giunte, sentivasi per quelle parole scorrere un fluido di soave voluttà per tutte le vene.

Stata così un poco, Maria raddrizzava compostamente la persona, e continuava:

“Ora abbandonarvi e vivere in nuovo ambiente, in nuove condizioni, sarebbe per me una sventura. Ora sono certa che non amerò più altri che voi, mia buona madre e amica e sorella e tutto.... Non mi scacciate dal vostro fianco, e lasciatemi viver qui.”

Anna era per rispondere; ma Guido non glie ne lasciò il tempo.

“Sì, sì,” proruppe, “tu hai ragione. Non viviamo noi affatto bene insieme? Perchè separarci?... Scacciarti, noi!... Ma tu ci sei necessaria come l'anima della casa!... Ma se tu mancassi di qui, queste pareti diverrebbero tetre, e queste stanze parrebbero un sepolcro....”

Si accorse che nelle sue parole v'era troppo calore e nel suo accento troppo impeto. Maria lo guardava con occhio fisso e freddo. Egli tentò correggersi.

“Mia madre ha bisogno di te:” soggiunse. “Chi ti togliesse a lei, la priverebbe del suo braccio destro. Resta con noi. Ti si offre la ricchezza! che ne faresti tu così semplice e modesta? Credi a me, che conosco il mondo. È ben altra cosa che i denari quella da cui si può avere la felicità sulla terra. Noi ti ameremo come ti amava la nonna.... di più ancora!... Che tu sii benedetta. Maria, per le parole che hai pronunziate! A te devo in parte la guarigione di mia madre, a te dovrò la contentezza della sua tarda età.... Oh te ne sarò tanto riconoscente, Maria!...”

In queste parole, l'amore non osava levarsi la maschera, ma tutto pure si faceva sentire nell'ardenza degli sguardi, nel suono della voce. Anna ebbe per la prima volta sospetto del vero; Maria seguitava a guardar Guido colla sua placida indifferenza.

“Or dunque è deciso;” ripigliava lo scultore, “questo matrimonio tu lo rifiuti. Bisogna farglielo saper subito a quel tale.”

“Il signor X...,” disse Anna, “ripasserà domani.”