“E perchè obbligarlo a venire egli medesimo, quando la risposta ha da essere sfavorevole?... Da' retta, mamma: il meglio è che tu subito, con tutti i possibili riguardi, glie ne scriva.”

Anna avvolse il figliuolo, se così posso dire, con uno sguardo scrutatore ed amorevolmente compassionevole insieme, poi disse a Maria:

“Ci hai tu pensato abbastanza? È questa una risoluzione definitivamente presa, di cui tu non abbia a ricrederti, a pentirti?”

Maria scosse tranquillamente il capo.

“No cugina, non me ne pentirò mai.”

“Vuoi pensarci ancora?”

“È inutile. Dirò domani e doman l'altro e tutti i giorni di seguito quello che ho detto oggi.”

“E sia! Quanto io desideri conservarti presso di me, non ho parole per esprimertelo. La tua determinazione, io ne ho ferma fiducia, sarà per il meglio di tutti.”

E mandò un'occhiata piena d'espressione verso Guido, il quale nella sua contentezza, s'aggirava pel salotto, canterellando e fregandosi le mani.

“Ora vanne un momento nella tua stanza. Maria,” soggiunse Anna, “ho qualche cosa da dire a Guido.”