Questi, all'udire tali parole, si fermò su due piedi, come stupito, e guardò con occhio di desiderio e di rincrescimento Maria, la quale si alzava tranquilla tranquilla a suo modo e se ne partiva senza aggiungere una parola.

“Guido!” esclamò la madre, quando Maria ebbe richiuso dietro sè il battente dell'uscio: e la voce, con cui questa sola parola fu pronunziata, era impressa d'immenso affetto.

L'artista che teneva ancora gli occhi fissi sulla porta per cui la ragazza era uscita, si volse e vide la madre, tutta benevolenza e pietà nel volto, tendergli ambedue le mani, sorridendogli, come solo sa sorridere al figlio una madre.

“Mamma!” esclamò egli precipitandosi su quelle mani e coprendole di baci. “Mamma mia!”

Anna levò via di sotto alle labbra del figlio la sua destra e passandogliela carezzevolmente sulle chiome, gli disse con voce commossa:

“Tu ami Maria!”

Guido le cadde in ginocchio dinanzi, e abbandonando il capo nel grembo materno, rispose con tutta l'effusione dell'anima sua:

“Sì, l'amo!”

“Povero Guido!” disse Anna baciandolo in fronte. “Or qual proposito è il tuo?”

“Che so io? Non ne ho nessuno. Quest'amore mi ha preso, senza ch'io volessi, senza che me ne accorgessi. In esso sta ora la felicità della mia vita. Se Maria non avesse da esser mia, non ti dirò che morrei (sono uomo abbastanza per non dir più di queste esagerazioni) ma sarebbe per me un insopportabile dolore.”