“Vuoi tu ch'io glie ne parli a Maria?”

“No:” esclamò vivacemente Guido, quasi tremando.

“Che cerchi almeno di scrutarne il cuore?”

“No, no: ho paura. Forse è meglio lasciarla ancora in quell'intorpidimento dell'anima che ignora. Un giorno o l'altro il cuore si desterà pure in lei. Il mio sogno è trovarmi in quel dì al suo fianco e potere colla fiamma dell'amor mio comunicare a lei la scintilla divina.”

X.

Anna scrisse al signor X... essere determinazione di Maria di rimaner per allora ragazza.

A questa risposta fu tanta l'afflizione del giovane innamorato che il padre volle tentare ancora di smuovere la giovinetta dalla presa risoluzione; e il giorno dopo si presentò alla casa di Anna, supplicando lo si lasciasse parlare colla fanciulla. La madre di Guido ben rispose che questo era affatto inutile, nè le pareva di tutta convenienza; ma l'altro insistendo caldamente, perchè non si sospettasse della sincerità della data risposta, Anna finì per acconsentire al domandato colloquio.

Quando furono in presenza e soli il signor X... e Maria, il primo cominciò a domandare alla ragazza se proprio secondo il volere di lei era la fattagli risposta, ed essa ciò affermando con fredda dignità.

“Ma perchè?” interrogò il signor X... con calore. “Quale ragione può ella avere.... Oh mi dica liberamente tutto! E se io potrò mai far cosa che la possa far cambiare di risoluzione, qualunque ella sia, si accerti che la farò ad ogni costo.”

“La ragione,” rispose tranquillamente la fanciulla, “è questa sola: che io sto bene così come mi trovo e non amo cambiare di condizione e di stato.”