Quando la statua era oramai presso al termine, avvenne che un giorno la serva di casa, avendo da recarsi nello studio di Guido, ci entrasse mentre lo scultore stava lavorando, ed essendo egli in uno de' suoi momenti di più fervore nell'opera, non pensasse a smettere ed a coprire, come di solito, il lavoro col panno.
La serva, finito il suo compito, era per ripartirne, quando, per caso, alzò gli occhi sopra la statua, e mandò un'esclamazione di meraviglia.
“Madonna santa! Ma quella è la signorina.”
Guido si riscosse, saltò giù con impeto dallo sgabello su cui era salito, e si precipitò sulla serva, a cui tappò colla mano la bocca.
“Taci!” gridò egli. “Tu non l'hai a dire. Tu non hai visto nulla. Hai capito?”
E la meschinella, tutta spaventata:
“No, no, stia tranquillo; non parlo.”
Ma Guido, calmatosi, guardava con amore l'opera sua.
“Ti par'egli adunque che questa statua le rassomigli?”
“Eccome! Se la fosse di color carnicino e coi capelli d'oro come la signorina, si direbbe che la è essa medesima, e che vive.”