Questa parola che cadde quasi inavvertita dalle sue labbra fece su Maria un indicibile effetto quando se la udì suonare all'orecchio. Si riscosse: fu per lei come un lampo che illumini a un tratto l'oscurità in cui alcuno sia avvolto, e gli faccia scorgere dove si trova; fu come una voce estranea, la quale, a chi cerchi la soluzione d'un enigma, ne dica ad un punto il motto. Chinò la testa e stette un poco meditando.
Poscia la curiosità la punse di vedere intiera l'opera di Guido. Risalendo sullo sgabello, tolse via del tutto i panni che la coprivano. La figura di donna era rappresentata senza alcun velo.... Maria se ne adontò ed arrossì, come se offeso sentisse il suo pudore. Le tornò subitamente il pensiero di quelle donne che venivano e che forse avevano visto quella statua, e sentì un'ira, un corruccio contro Guido quasi gliene avesse fatto un oltraggio da non perdonarsi.
Però la bellezza dell'opera chiamò quasi a forza la sua ammirazione. In quelle linee c'era una purezza, in quella leggiadria c'era per così dire un'onestà, in quella verità c'era un sentimento che io chiamerei di rispetto, che faceva casta quella nudità ideale della forma.
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Mentr'essa era più assorta nella contemplazione di quel capo d'arte, agghiacciò tutta, la curiosa fanciulla, nel sentir ad un punto aprire in fretta l'uscio dello studio che dava nel cortile. Di certo era Guido che rientrava. Dalla scala a chiocciola che conduceva al quartiere, Maria era troppo lontana per potervi correre senza essere veduta....
L'uscio era lì lì per girare sui cardini e dar passo a chi veniva. Piuttosto che essere colta in quel luogo, ella avrebbe dato non so che. Non sapeva cosa fare. Corse al paravento ed ebbe appunto tempo di mettervisi dietro, palpitante, che Guido entrava accompagnato da un suo collega.
XII.
Mentre Guido richiudeva l'uscio d'ingresso, il compagno s'inoltrava nello studio e i suoi occhi cadevano di subito sulla creta in cui era modellata l'immagine di Maria.
“Ah!” esclamò, “finalmente ho la ventura di contemplare il tuo misterioso lavoro.”
Ma non aveva ancora finito, che Guido, volgendosi e vedendo scoperta la statua, aveva mandato un'esclamazione di stupore e di dispetto, s'era slanciato sul panno che era in terra, poi salito di balzo sullo sgabello, in meno che non si dice, aveva ricoperta così bene l'opera sua che non si poteva più scorger nulla.