“Per Dio! Vorrei un po' sapere chi è stato qui mentr'ero fuori ed ha avuto l'audacia di levar via questo panno.”

E l'amico un poco punto da questo procedere di Guido:

“Sai che ti si può chiamare un originale senza farti torto:” diceva. “Tu tieni nascosto quel tuo lavoro più che non farebbe un Turco geloso della donna dell'amor suo.”

“Il paragone è più giusto di quel che credi:” si lasciò scappar detto Guido.

“Buono!” soggiunse ridendo quell'altro. “È dunque la statua della tua bella? Ora capisco!... Si dice che non hai voluto nemmeno una modella perchè occhio profano non la mirasse.”

“È vero.”

“Cospetto! c'è qualche cosa dei tempi antichi in codesto: un profumo di medio evo. Tu mi sembri un artista del quattrocento degno di figurare in un romanzo.”

“Io faccio quel che mi piace:” disse Guido seccamente, come chi desidera che il discorso si tronchi.

“Fa' un'eccezione per me; lasciami vedere questa che a me parve una bellissima cosa, e ti giuro che non ne fiaterò con anima viva.”

E fece un passo verso la statua, come per volerne alzare la tela.