Guido poscia era ritornato. Ella rammentò la meraviglia e l'ammirazione con cui egli l'aveva rivista, e sorrise a quel sovvenire. Le tornarono alla mente tutte le occasioni per cui tratto tratto s'era venuto manifestando il nascosto amore di Guido, e s'accorse che senza volerlo li aveva notati e raccolti; a un punto esclamò, attonita, commossa, quasi lieta e atterrita ad un tempo:

“Ma, mio Dio! io l'ho sempre dunque amato, senza volerlo, senza saperlo?... L'amore per lui era in me nascosto, inavvertito, e ora la sua parola fu la scintilla che lo ha suscitato.... Oh sì l'amo e ne sono amata.... Saremo felici.”

Cadde seduta, le mani, colle dita intrecciate, abbandonate sulle ginocchia, un sorriso di beatitudine sulle labbra, lo sguardo fiso innanzi a sè, come a contemplare una visione celeste. Innanzi alla sua fantasia, difatti, si svolgeva intessuta di seta, trapunta delle più splendide gemme, ricamata d'oro dall'amore, la tela del loro avvenire.

Guido, da parte sua, era rimasto là in mezzo al suo studio, dritto, smemorato, guardando la porta per cui erasi partita Maria, non potendo credere a sè stesso, domandandosi se quello era un sogno, temendo esser vittima d'una troppo gradita illusione.

“Ella era qui” esclamava, “era qui Maria! E io sentii il suo cuore battere sul mio, il suo alito sulle mie guancie, e la sua voce dirmi che mi ama... O cielo! è possibile?”

Passò anch'egli un'ora di dolci e sublimi meditazioni d'amore, poscia salì palpitando la scala a chiocciola, ansioso, determinato di trovar Maria a ogni patto. Aveva assoluto bisogno di rivederla aveva bisogno che essa gli riconfermasse la felicità fattagli apparire.

Maria lo udì avvicinarsi e gli mosse incontro serena, un po' pallida per l'emozione, sorridente come la statua da lui plasmata. Porse con atto solenne la destra allo scultore e gli disse con grave accento:

“Avevo mestieri di raccogliermi e di pensare. Non ad un subito turbamento e ad un improvviso delirio volevo dovere il nostro destino, ma alla convinzione d'un vero affetto. Ora sono tua per sempre. Vieni, andiamo a gettarci ai piedi di tua madre.”

Anna li vide entrare nella sua stanza, tenendosi per mano, come due sposi che camminano verso l'altare.

Quando tutto le ebbero narrato, la madre di Guido allargò le braccia e ambedue li strinse al cuore con affetto veramente materno.