«Ambrogio represse un vivace movimento, e impallidito di nuovo, curvò il capo e si tacque per un poco.»

“Ho capito:” diss'egli poi amaramente. “Qui si sospetta di me. Me n'ero accorto, ma speravo che non ella.... Partirò.”

“Un momento,” soggiunse mio padre: “Qui abbiamo pure il gran bisogno d'un maestro. Non si è mai potuto ottenere che quassù venisse ad aprire una scuola qualcheduno che ne fosse da tanto. Non ci abbiamo che un pretucolo, il quale insegna a mala pena a distinguere le lettere dell'alfabeto, violenta l'ortografia ed assassina la grammatica. La venuta di chi facesse meglio sarebbe una vera fortuna pel paese. Che diamine, sor Ambrogio. Avete voi tanta ripugnanza a farci conoscere il vostro passato?”

“Sì l'ho:” rispose risoluto Ambrogio. “L'ho voluto sotterrare in una fossa questo passato e l'ho coperto con una lapide. Non voglio scoperchiare il sepolcro e tirarlo fuori per contentare la curiosità sospettosa d'un intiero villaggio.”

“Un villaggio di ottocento anime, perduto fra le montagne, o poco meno!” esclamò mio padre sorridendo. “Del resto,” soggiunse, “quando siavi un segreto nella vostra esistenza che vogliate custodire, non avrete a rivelarlo a questo poco di pubblico. Dove io affermi che voi siete degno d'istruire i ragazzi di questa brava e onesta gente, tutti mi crederanno.... E voi non avrete bastevole fiducia nella mia discrezione per dirmi — a me solo — chi e che cosa siete?”

«Ambrogio esitò un momento; poi levò gli occhi, e li fissò per un istante in volto a mio padre, come non aveva fatto prima. Parve soddisfatto di quell'esame.»

“Le dirò tutto:” disse bruscamente a un tratto.

“Venite meco:” riprese mio padre, aprendo l'uscio del suo scrittoio e facendogli cenno vi entrasse.

«Rimasero colà dentro più d'un'ora. Quando ne uscirono, Ambrogio era più pallido che mai, e mio padre era evidentemente commosso. Notai, non senza stupore, che mio padre nel trattare il forestiero, aveva una deferenza assai maggiore di prima.

»La raccomandazione del sindaco bastò a farlo benvolere e stimare da tutti. Trovatasi una di queste catapecchie, che servono da case, con un orticello, per poco prezzo, ch'egli pagò subito, il buon Ambrogio divise il suo tempo fra la coltura degli erbaggi e delle frutta che gli dànno il suo sostentamento, e la scuola in cui accorrono tutti i bambini del villaggio e dei casolari qui intorno, ammaestrati da lui con pazienza e cura infinite non solo nel leggere e scrivere e negli elementi dell'aritmetica, ma nella morale altresì, giovandosi di apologhi e novelle ed amichevoli conversari alla socratica, in cui, senza che altri quasi lo avverta, le buone massime s'instillano in quelle anime tenerelle, e fanno sì che il maestro sia amato e obbedito anche meglio dalla scolaresca.