“Dicono che i morti tornano.... Mi pare che debba esser vero.... Io lo credo.... Che direbbe la nonna se vedesse un'altra nella sua casa?... Non ho punto paura, io, a star sola.”
“Sia, come vuoi; ma intanto vieni. Tu vedi che la notte è già scura, e la brezza si fa troppo più fredda che a te non convenga con quei poveri pannucci che hai addosso.”
Maria infatti diede in uno scossone di brivido.
“Sì, l'aria è fredda,” diss'ella. “E la povera nonna, non avrà ella freddo qui?”
“Ella non ha più nessun bisogno nè malore; ella ora è un angiolo di Dio, che prega per te. Vieni!”
La prese amorevolmente pel braccio e la trasse con sè. Ella cedette e seguì la sua guida, ma il capo e gli occhi erano volti verso quel mucchio di terra che segnava la fossa recente. Uscirono così dal cimitero. In quel punto un ragazzetto arrivava correndo.
“Sor Prevosto,” gridò egli: “è arrivata or ora una carrozza, e dentrovi una signora mezzo ammalata, e un signore coi baffetti neri, che sono andati all'osteria del Gallo rosso, e hanno cercato di Marta che è morta, e di Maria, e anco di lei, sor Prevosto: e quando hanno udito quel che era e quel che non era, volevano venir qui senz'altro; ma poi la signora non se ne sentì; e quel dai baffetti volle che la si mettesse a letto, ed a me che ero per colà mi diede otto soldi, perchè le venissi a dire, a lei sor Prevosto, che sono giunti coloro a cui ella ha scritto; ed io son corso....”
“Va bene,” disse il parroco; poi vóltosi a Maria: “Sono i tuoi parenti, a cui la nonna mi aveva detto di apprendere la disgrazia che ti ha colto; è la tua nuova famiglia che t'aspetta.”
E le fece affrettare il passo verso l'osteria del villaggio.