Dopo un poco, una viuzza serpeggiante sul fianco della collina gli apparve da quella parte appunto della strada dov'egli si trovava. Il sentieruolo s'avvolgeva graziosamente traverso una china erbosa tutta smaltata di fiori azzurrognoli, che i botanici battezzarono col nome di colchici autunnali, e i nostri montanari con poetico vocabolo, come annunziatori dei primi freddi, chiamano freddolini; e poi si perdeva in un castagneto.

Il giovane l'additò a sua madre.

“Quel sentiero conduce al villaggio per più breve e più ripido tragitto:” disse Anna. “Mentre la via carrozzabile gira intorno al colle, quella stradicciuola lo traversa dritto al culmine. Quando si è giunti alla cima della collina, vi si gode una veduta di paese che poche o nessuna se ne ha di più belle al mondo.”

“Allora, se tu non hai bisogno di me,” disse Guido, “io piglio questa viuzza, e ti aspetto poi all'entrar del paese.”

“Fa' pure. Giunto in alto del colle, ti vedrai il villaggio a' piedi.”

Guido fece un cenno di saluto col capo a sua madre, che gli rispose con un sorriso, e si slanciò con passo affrettato su pel sentiero, traverso la falda erbosa della collina. In poco di tempo fu, oltre il bosco dei castagni, al culmine. Come gli aveva detto la madre, vide colà aprirsi tutt'intorno una di quelle magnifiche prospettive che non si possono trovare fuorchè nelle regioni montanine. Un'infinità di valli e vallette, le une imboccando nelle altre, tutte irrigate da qualche torrentello spumeggiante, tutte vestite nel declivio da boschi e da vigne, e coperte al fondo da prati e campicelli, tutte chiazzate dal bianco di abitazioni sparse qua e là, di paeselli aggruppati più su, più giù, sulle rive dei corsi d'acqua, nelle più pittoresche giaciture. Le ombre della sera che s'avanzavano rapide, e parevano dal fondo delle valli salire su per i fianchi della montagna, la quale si ergeva al di là di questa catena bene intrecciata di colli, davano a que' luoghi l'apparenza d'un'ampiezza maggiore, e come una sublimità melanconica e grave.

Il paesello di sua madre rimaneva giusto ai piedi del giovane artista. Coll'acuto sguardo, non ostante quelle prime tenebre, egli arrivava a discernere casa per casa, e vedervi nei cortili in cui entravano i contadini a riporre i loro stromenti di lavoro, e per le finestre accesi i fuochi per cuocere la parca cena.

Guido, ansante per la ripida salita, si appoggiò al tronco d'un grosso castagno che là sorgeva, e stette a contemplare. Gli giunse allora all'orecchie il suono da morto della campana, il quale, impedito dalla costa del colle, non aveva potuto prima giungere sino a lui. Guardò fisso laggiù, e vide un ammasso di persone con ceri accesi avviarsi dalla piazza della parrocchia verso un'estremità del villaggio. Indovinò il vero e assai gli dolse, pensando al nuovo dolore che ne avrebbe sua madre. Poi pensò a quella creatura, che probabilmente era portata a seppellire in tal momento la quale per sangue a lui, Guido, era congiunta, che pure, egli non aveva vista mai, e non aveva quindi amata e alla quale se volgeva un compianto, pure non aveva lagrime da tributare.... Ma tosto si presentò quindi alla sua mente il pensiero di quella ragazza che unica era rimasta intorno alla povera vecchia, e che con la nonna perdeva tutto nel mondo.

L'idea della giovinetta abbandonata lo intenerì. «Poverina! — pensava; — ella sì che piangerà, che si dispererà nel massimo dei cordogli su codesta tomba che le rapisce ogni cosa ed ogni affetto!» E nella sua fantasia d'artista. Guido travide un'ideale di fanciulla colla ingenua grazia della prima giovinezza, atteggiata alla mossa più commovente del dolore, in quella naturale eleganza che seppe dare alle sue opere perfette, la sublimità dell'arte greca.

Allora un impeto d'entusiasmo caritatevole gl'invase il nobile animo. A sua madre ed a lui, anzi più a lui, perchè sua madre infermiccia aveva bisogno ella medesima di riguardi e di soccorsi; a lui si apparteneva di recar sollievo a sì aspra ferita del dolore che tormentava quell'anima sì nuova ancora alla vita; a lui di creare intorno alla misera derelitta un'atmosfera d'affetto, la quale di certo non poteva tener luogo di ciò ch'ella aveva perduto, ma che ne temperasse tuttavia l'angoscia; a lui il difficile ma sublime cómpito di medicare e risanare un cuore così crudelmente trafitto. Con questo accesso di zelo, scese precipitosamente la collina, e raggiunse all'entrata del villaggio la carrozza di sua madre.