Ch'ivi fra nebbie d'indistinta gente
La contrada animata a un tratto sia;
Così vegg'io nella crepuscolare
Ombra del regno arcano, erranti e meste
Forme fra cui molte a me note e care;
Onde più che terror provo desio
Di quel regno nel qual mi precedeste,
O miei congiunti, o amici, o padre mio!
III.
Dove tu pur fra gli ultimi venuti,