Dall'amplesso finito allo infinito

Di tutte cose amplesso, ed ivi sciogliersi

Come in non so qual mar che senza lito,

Alto ondeggia, lontano, azzurro, splendido.

Giurabacco, ch'io mai non ero asceso

A più ideale altezza! — Ed allor eccoti,

Mi venne a un tratto un certo suono inteso,

Qual d'un'aura compressa nell'erompere.

Tosto a quel suon dal sogno mi riscossi,

E mirando la spiaggia, ivi ebbi a scernere