II.
Le scale ascesi e penetrai le stanze
Che gran tempo di passi e voci umane
Furon mute, e ove leggonsi le usanze
D'un'età spenta in quel che ne rimane.
Il padre mio che preferì altra sede,
Presso quel lago ch'ei descrisse in rima,
Là morir scelse, e non aveva prima
Più da molt'anni qui rimesso il piede.
O alti stipi addossati a la parete,