L'occhio tendo e null'altro io vedo in giro
Che nebbia ai monti e al piano
Solitudine bieca,
Così nel mio futuro io nulla miro
Fuorchè landa deserta, e nebbia cieca.
Che valse a me d'alcun mio dotto errore
Empire il dì solingo, e della notte
Sprezzare il don migliore
E consumar gran parte,
Chino le membra tormentate e rotte