Del mio nobile padre e sei mio figlio,
Onde il passato e l'avvenir conforti,
Verso i quali man triste io levo il ciglio;
Se giusta forma io dar m'affido a questi
Affetti miei t'offendo e stolto sono,
E quantunque or tu dorma (e nol sapresti
Pur vegliando) ti chieggo ancor perdono.
Ma finchè tu riposi e insiem talora
Sorridi e mormorando alcun accento
Ricordi i giuochi tuoi sospesi or ora,