Che su dalle cantine

Alla tavola lieta e al labbro ascenda.

Tu gioia allora e orgoglio mio tu sei!

Oh! ma ben più di questo:

Se corsero finora i giorni miei

Liberi e d'ogni infesto

Pondo immuni, che all'uom duro bisogno

Impone, io ciò ti deggio;

Però t'adoro e inneggio

Pubblicamente a te, ne mi vergogno!