Desio. Anchora queste me farai sapere.

Piacevolezza. Vicin del porto è una ampla pianura, de uerdeggiante herbicelle adorna, de uarij e allegri fiori. Hor per qualunque parte che alcuno uuole sedere, quelle gratiose uerdure fiorite se uniscono et fanno sedia, secondo conuiene alla persona. Dauanti poi la simile materia, se intessendo elleua e prepara la mensa, de longhezza opportuna. Noi, stupidi de tal apparato, l'un l'altro mirauamo uacillando. Et ecco uarie sorte d'uccelli con le piume lustre, de bianco uerde e rosse maculate, in uoce humana salutarne e dire:—«Non state più sospesi, così è proprio de nostri paesi. Qui se onoran tutte le persone. Sappiate oltra, che la insula abonda in cose da mangiare e in tutto quello, che se beue, o altramente li occhi e naso diletta, secondo li appetiti uarij. Discorreti dunque e dilettatiue senza sospetto alcuno: chiami pur ciò che alcun uole e ogni cosa li uenirà dauanti.»

Desio. Questa me ua ben per la fantasia, gionta con le prime. O che gli fusse stato io!

Piacevolezza. Vedeui, amico mio, per la mensa, quando se domadaua, pauoni, pernice, fasiani, colombini, caponi, starne, beccafiche, tordi, lepori, cerui, latanti uitelli, capretti, castroni, oue fresche, figatelli, latte tremante e calde puine, con acqua rosa inzucherate, butiro, formaggi di qualunque modo, carpioni, sturioni, trute, orate, triglie, cephali, barboni, rosti, lessi, fritti, e di ciaschedun altro buon sapore; Vernacce, Maluasie, moscatelle, nostice, romanie, uinigrechi e tibidraghi, con quelli del mortar: anchor d'ogni altra specie, buoni, di odore, di gusto e colore delettabile; perfette ceruisie ueniano di ogni qualitate, fin la bosa, beuanda turchesca, qual alcuni de riso e altri de miglio fanno; sapori e saporetti, de marasche e de uua, salsa con menta fatta, petroselino, cannella, zafrano, con pane rosto, acqua rosa, zuccaro e aceto, suco de agresta fresca, anchor de l'antiquata, mostarda e piperata, e de mandole peste anchora con petti de gallina, acqua rosa, zuccaro e cannella; sapor d'aglio fatto con noce e oglio dolce, ben pestate, uolti e reuolti, in fin bianco come neue; sapor fatto de rossi d'oui e pan grattato, con suco de agresta, ouer limoni, acqua rosa, con cannella, e zafrano. Ultimo uenne certa strania compositione, chiamata solo da uno de' compagni, e fo nel brodo de capone o uitello, formaggio grattato, grani de uua bianchi e negri, mollica de pane, butiro, grasso de porco, persutto ben tagliato, porri e ceuolette, mele, uino, aceto, con spetie forte inzafranate.

Desio. O che uaria mistura!

Piacevolezza. Anchora de altre molto più strane; ma io uoglio narrar delle salatucce. Vedeui alcune fatte de latuche tenerelle, de bianche endiuie, appio, petrosellino, menta e finocchio, sol un poco, oglio de mandole, aceto con zucchero e acqua rosa. Altre uariauan con nasturcio e sinapo, ramponzoli e pulegio, nepita, finocchio e petrosellino. Molti eran contenti nella bugiossa e non pochi della cicorea feuan stima. Alcuni nel fior della boragine, ben condíta, si satisfacean, ouero de altri simiglianti fiori. Chi nelle cappare daua il sapore; assai eran che nelle sardelle, persutto, formaggio e caviaro. Alcun con la sappa poi le confacea, torte de marzapani, pignocati, pistachie, mandole confette, de quelle damaschine, coriandoli, picichini moscati, citroni, naranci[iv], limoni, zenzeri uerdi, noce, peri moscatelli, aringhi, e ogni candito, de zuccaro coperto. E se gli altri tutti io te dicesse, stupido resteresti a tanta impresa.

Desio. O mia sorte! e perche teco non uenne io? Segui, te prego, almanco odendo mi uo satisfare.

Piacevolezza. Quiui propinquo una alta montagna si elleua, de pasta tutta fatta de bianca e sottil farina, acqua rosa, musco, e ambracan, fulta de arbori, con selue grande. Le foglie delle quale son lasagne; li pampani uermicelli et macaroni; li fiori crostole et crispelle. Ma li frutti sono uariati secondo il sito della regione. E per tanto, uerso la parte, che se leua il sole, produce fugace ogni mattina, bianche, molle et ben leuate. Nella meridionale, buciolati, con tortani, grandi e piccolini, dolci et forti, odoriferi, et d'ogni altra buona mistura, secondo che più et meno si elleuano dal tronco, uerso la cima. In quella d'occidente biscotelli liggieri, frangibili et de buon sapore. Nel settentrione, biscotti de qualunque sorte et natura. Nella summità poi tutte produceno fritole piene de mandole con acqua rosa et muschio inzuccherate. Segue a questa un'altra montagna de carne, per grandezza non minore che la prima, folta de selue et d'arbori, che han simile natura. Per fiori nelli quali son figatelli; le foglie, grasso et songia; ma li frutti sono d'ogni maniera d'animali. Alcuni d'essi produceno caponi senza penne, grossi et grassi, che per la lingua pendino; de pauoni li altri, con simile conditioni; de colombini; poi pernice, starne et fasani, quaglie, tordi, tortore et becafiche; galline piene d'oui; galetti gravidi de buona mistura, de peri dico moscatelli, susini et marasche, oliue, oue sbattute, mandole peste, zuccaro, petrosellino, canella, peuere et zafrano; lepori non pochi, conigli, ceruotti et cerui, capretti, castroni et uitelli, porcelletti et porchi domestichi et seluaggi. De pessi seguino gli arbori a questi non lontano; de ostreghe, ricci anchora, granceuoli, cappe, dattoli, pantalene et quanto mai se ponno trouare per il mare tutto, per li fiumi et dentro le lacune. È uero, che la mattina fino all'hora de mangiare, tutti sono lessi, a mezzogiorno rosti, soffritti la sera, et la mezza notte de molti et quasi infiniti gusteuoli sapori. La terza montagna è de recotta marauigliosa, con boschi et selue d'arbori senza foglie, ma frutta tutti, secondo la uaria stagione, perchè la mattina son puine calde et tenerelle, cauo de latte et gioncade; nel mezzo giorno, formaggi dolci et formagietti, e de quelli longhi, anchora degli altri, che chiamano teane; la sera son duri et salati. Quando se sfende la scorza per leuante corre botiro; uerso il ponente, latte; et nel tronco, in forma de fongi, tutti produceno eccellenti rafioli. Nella estate, odoran d'acqua rosa et uiole, nell'inuerno son tutte moscate. La quarta montagna, che dapò per ordine se colloca, è de zuccaro tutta, de herbe coperta, de boschi et selue, poco minore delle prime; et son confetti li frutti, li fiori. Le scorze, li tronchi et le radice anchora hanno mirabile proprietà: se la scorza intacchi o sfendi, como siropo distilla gioso, abondante de sapor buono et uario nel colore, perchè odora del legno da doue descende. Iui tu uedi le selue de canella, de zenzero uerde, et quella de noce moscata, de gariofili, et del balsamo li arbustelli, de tutte le specie, ancor de mirabolani citroni, limoni, naranci et pomi adami, peri moscatelli, et tutti altri ancora, mandole et noce, persichi et susini, ceriese con marasche, zucche, cucumeri, citruli et meloni. Tu non potrai tanto diligentemente immaginare tra le cose tutte, che in quella non troui de più e de migliore. La quinta montagna, larga e spatiosa, che tra l'oriente e mezzo giorno segue, de uerde ellera è coperta, et produce per fiori gotti, tazze, ingestare e altri belli uasi per beuere. E, da poi beuuto, se mangiano, de sapore del uino, anchora tenti del proprio colore. E pullula per tutto territufoli in molta quantità, che parono edifici adorni d'ellera, grandi como case; ma quando, o per tempo o per artificio, se sfendino, buttan uino in modo de fiumara, di qualunque sapore, odorante et buono; e discorrendo giuso in la pianura, fanno de uino un gran lago, che par mare, tra le onde del qual monstri assai notano, de effigie certo marauigliosa. Representan queste bestie faccia humana, non in tutto, perchè han pochi denti, il mostaccio acuto, come musciolini le ale; uanno intorno in forma de rota, non correspondenti in alcun uolere, il uentre hanno de porco, mozzo il busto senza coda, spinoso tutto, come riccio marino. Ecco, può questi, uno alto monte, che tocchi in cielo, con fontane, riuoli e fiumicelli, de traspirante acque et ogli d'odor soaui, laghi anchor assai de zibetto e altri unguenti pretiosi, grotte e cauerne quasi infinite, de terra che par musco ad ogni proua, e non pochi de ambracan, monti di belzuin e di storace, selue, boschetti, intorno e in cima, de ligno aloe, e simile piante, d'odor suaue, ch'io non dico. Verso la parte de oriente, sta una gran pianura habitata di ragni, grandi come boui. Niente differissen dagli altri, dico de colori uariati, eccetto nel uolto, che par a quello d'huomo se assomigli. Questi filano e tessino panni e tele de lino, lana e seta, de qualunque finezza e degno colore. Frequentano la insula tutti li circunuicini, ma non ui abitano molto tempo, perche quel'aere, a qualunque molto ui dimora, produce pedocchi grandi e rabbiosi, che tutto lo stracciano, magnano, e finalmente con la miseria lo uccide.

Desio. O fortunati quelli, che a questa finitimi stanno! O sorte, e perchè non son io lì uicino habitatore! O beato te, Piaceuolezza, che de tante buone cose hai fatto proua!