Piacevolezza. Noi del eminente pericolo aduertiti, de ciò, che era bisogno, condutto in naue, il terzo giorno, lasciati da parte li conuiuali liti, uerso oriente drizzauamo il camino, tuttauia con lo pomo e fuoco, a nostro uolere faceuamo la uela sgionfa. Così per giorni quindeci ne conuenne le onde sole e il cielo uedere, fin che una mattina al leuar del sole, uedemo un pesse de grandezza tale, che li occhi soli pareano due montagne, eleuate oltra mesura, lustri, scintillanti, e per entro se uedeano campagne, monti, con cittate, gli huomini anchora, e ogni loro opra. Tutti gli altri membri a questi correspondeano. Con la bocca aperta espettaua noi per ingiottirne con tutta la naue.
Desio. Et che facesti uoi?
Piacevolezza. Voltata in la destra parte la prora, con lo aiuto del pomo, come prima, e le castagne con il foco per nostro riparo uoltamo al pesse, e li facemo gran fortuna, exasperando le spumose onde in alto, che pareano toccar al cielo, fin tanto che della uista nostra fu occultato: quieti d'animo nauigando, lasciamo ogni paura. Finalmente, nel uigesimo giorno, si trouamo in un dilettante et ameno loco; ma, perchè la regione incognita era, da longi fece firmar nostra naue, et scandagliando l'acque nostro gubernatore, s'accorge, che dalla montagna emimente et sublime, lì uicino, nimbo descendea gliomerante, con strepito e furioso. Impauriti dunque tutti, abbassamo li arbori, et con pegola et stoppe serrata ogni perta, così ascosi e timidi dentro aspettauamo nostra uentura. O mirabilità del mondo! come serò creduto io de cosa tanto inaudita e noua? Il nimbo uenne: l'onde del mare bolliuano, rompironse le porte, che con le tenace ancore il legno sosteneuano. In un subito (ascolta marauiglia) quanto che 'l nimbo bagnò della naue, in pesce fo conuertito, la prora con il castello capo deuenne, il resto corpo, in longa coda nostro bon timone. De ligno dunque in acquatile animal trasmutato, discorreua il mare, di sopra, per mezzo, al fondo, et in ciascun loco, così nella superfice. Vedeuamo insule assai, grande, piccole et mediane, ferme, natante, alcune altre s'occultauano, e non poche sorgendo nasceuan da dentro il mare. Tutta uia, scontrauamo pesci di sopra, di sotto et di qualunque lato, de corpi et figure tanto strani, che la mente teme lor memoria. Montagne eran nel basso, pianure, con ualle, arbori, boschi, uille, castella et città, habitation prima d'huomini. Arbori de coralli in altre parte, rossi, bianchi et neri; gemme assai, oro, argento, e ogni altro minerale; fonti d'acqua dolce che sorgean, grosse fiumare disperse per tutto, come qui di sopra.
Desio. Per donde uedeui tu tante cose?
Piacevolezza. Eran certe uie artificiate, con gradi in modo de scala, da noi fatte, per le qual si ascendea nell'ultimo concauo delli occhi del pesce, da doue discerneuamo ogni cosa.
Desio. Segui, te prego; che uedesti anchora?
Piacevolezza. Li pesci ne eran molesti per ogni lato, conoscendo noi dentro gli occhi caminare; ma il nostro, che di ciò se accorse, mordeali e stratiaua con denti, feriua con le spine, et sbattea hor questo, hor quello con squassi del mustazzo, ale, e coda, de maniera, che piccoli e grandi nel geno marino odiauano noi. Ma un giorno, tra gli molti, (discorso il mare, può la mirabile trasformatione, sette fiate) infestaronlo quasi infiniti pesci potenti e marauigliosi, di sopra, di sotto, e d'ogni parte, di modo che per li affanni tanti non potea più far defensa. E per tanto, rilassate le ampie ale, e piegata la affannata testa, finalmente abbandonata la gubernatrice coda, se remesse. Pensa, amico, se eramo gionti à mal partito! Uniti dunque tutti li compagni, se consigliamo far l'ultimo potere: e così ponamo a segno tutte l'artelarie, schioppi, archibusi et bombarde, parte per la bocca, aperta con forza de legnami, et parte per sotto della coda, da doue il superfluo se espurga. Quando ne parse tempo, dessemo foco. Li tuoni forno grandi, il uento multiplice et il fumo. Bolliua il mare, per ogni parte se uedean le gran ferute, altri moriuan subito, alcuni alla morte uicini, stropiaronsi molti, e non pochi, storditi dal romore e nouità, fuggirono: de maniera che libero da tanti affanni restò il nostro, per le onde bellamente prendendo riposo. Quando, nel meglio della nostra quiete, un mirabil pesce, de potere oltra misura, inuilito forse per l'aspra guerra e bombardare (cosa inusitata, e da quello mai più compresa) pose il mostaccio e tutta la testa, sotto il uentre del nostro, che dormia, et con gran prestezza dall'acqua in aere sbalzando eleuollo. Questo, compreso e dal dormir remesso, le ampie ale stende, l'accorto hospite sostiense in quelle, et retarda suo peso, che cala, non in mare ma in terra, senza incommodo de corpo, lontano assai del lito. Priuo dunque del sussidio marino, piegò la testa, sotto del gran uentre, poi quella coperse tutta delle ale, e intorno colla coda circongirolla. Trascorsino li giorni, e, per il caldo del sole, desiccosse il grosso corio e diuenne scorza dura. Il caldo dentro uigorato fece sua opra, e, come gionse la luna nel destro trino, sfessesi per longo nella parte suprema, per la qual drago alato, grande e fulminante fora cacciosse. Così con piedi per la terra, con le estense ale per aere, ad ogni suo piacere (audace e forte sopra tutte cose) non restaua da parte in parte il mondo cercare. Vn giorno, discorrendo, nelle montagne e spelonche di dragoni peruenne. Questa è una regione, Dragonara appellata, perchè li draghi (e non altri) iui stanno, grandi e superbi, molto rabidi e insidiosi. Quando l'han uisto, uniti tutti a gran furore il nostro insultano, con sibili orrendi, crudi morsi e dispietato sgrafognar de ongie, ma non che restassero aspramente battere anchora con le code. Defesesi, con audacia e potere, il nostro buon compagno, hospite fido, e curioso capitano. Questo et quell'altro sbattendo, hor con morsi uigorosi squassaua, hor stracciaua con le adunche e dure ongie, e aspramente feria anchora esso con la coda. Così, per spatio di tre giorni, durò l'aspra e marauigliosa guerra. Ma essendo solo e la moltitudine unita, che tutta uia li sopragiongea, remirando, se tirò da parte, disperato a l'ultima difesa. Noi, che per entro gli occhi uedeuamo ogni cosa, mettemo in ponto nostre artelarie; et con grossi e longhi legni la gran bocca li tenemo aperta. Il simile anchora quella uscita, che è dopo il uentre e tra la coda. Apri e serra, così in un tratto con il foco scrocamo le artellarie per ogni parte. Il romor fo mirabile e stupendo, multiplicosse la poluere e il gran fumo per tutta la mala regione. Li draghi feriti e morti forono assai, stropiati non pochi, e altri, perterriti dal nouo caso, fuggirono. Noi, conseguendo la incominciata uittoria, non mancamo con bombarde, fulminare per le selue tutte, spelonche e alte montagne. Per la qual cosa nelli folti boschi il foco fiammegiaua, e con l'aiuto de nostre castagne, spengemo il uento molto furioso, intorno girando, fin che de draghi ne parse hauer sufficiente la uendetta. Finita dunque, il nostro triumphalmente abbandonò la mala, iniqua e pessima regione; e, per molti miglia allontanato, se ritronò in la prouincia della Verità. Questa in alto sopragiace de una elleuata montagna, piana tutta e circulare, intorno ui stanno ombrosi boschi, de spineti assai; non è molto ampla, ma abbonda de marauiglie. In mezzo della qual sorge un uiuo fonte, de uirtù miranda, perchè qualunque di quella limpida e chiara onde beue, conosce, sa e intende ciò, che tacitamente le pietre parlano, li metalli, le herbe, gli arbori e tutti li animali. Vacillaua per il primo nostra mente; poi, fatti usi, prendeuamo piacere. Iui se odiuano tutte quelle cose, che fanno de una in un altra effigie trasmutare: di uecchi gioueni, belli e uigorosi: de poueri, ricchi: de infelici, fortunati: de matti, temprati: de ignari, sapienti: de pigri, ueloci e liggieri: de uili e eietti signori nominati: de muti, eloquenti: de sterili, fecundi: de brutti, belli; e simile marauiglie, con soaue e diletteuol melodia.
Desio. O felice peregrino, che anchora serui tanto accortamente la memoria de tutte queste cose, non te rincresca memorar qualche bel detto.