Piacevolezza. Volentieri, aponto de questa pietra, che ho qui meco, dentro la scarsella, qual notte e giorno simil uersi canta:

Io fo passar l'huomo invisibile
Et d'ogni nocumento il do securo.
Con mente allegra e corpo impassibile.

Dall'hora in qua intendemo il uoler del drago e esso il nostro anchora.

Desio. Recogliesti uoi de tante degne cose?

Piacevolezza. De tutte. E poi fessemo partita. Così, in pochi giorni, discorrendo e con il uolo, conuenimo nel Regno della infirmità. Questo è amplo e spatioso tanto, che non basteria una età caminarlo; con alte montagne, cauerne, vore, e precipitij infiniti, e sopra tutti quelli, stan signori proprij, sudditi alla potente Regina, per recogliere la seme delle lesione, molestie e impedimenti, alli corpi animati. Dalle uore profonde, il uiolente morbo nasce; dalle alte montagne, le seme della febre; della podagra nel piano morbida se annida; della rogna in grebani quiesce e così proportionatamente ciascuna.

Desio. Come facesti con tali signori?

Piacevolezza. Bene, perchè eramo securi, a dirti il uero, con le tante uirtù de herbe, gemme e metalli, che erano con noi.

Desio. Ho sempre inteso le mirande uirtù nelle herbe e pietre esser, anchor nelle parole.

Piacevolezza. Questa ultima se troua in Ferulara insula. Ma perchè iui habitano le inique e false persone, de quelle, dico, che con le rete e fuoco fessemo gran strage, pretermessi. E per tanto, drizzato nostro camino in la insula Nominanza, dalli giganti habitata, acquistamo gemme e monete d'oro e argento, quale superan tutte le cose del mondo, che se fanno e reggino.

Desio. Et che poter hanno li signori prenominati, sudditi alla tremenda Regina?