[5] Sarà forse non inopportuno il dar qui una scelta delle voci de' venditori ambulanti o di strada in Firenze, ossia di quegli intercalari co' quali profferiscono la loro mercanzia al pubblico, alcuni de' quali sono notevoli per umorismo e molti per gli equivoci licenziosi. Ma già l'Italiano è sboccato di natura.

Donne, laceratevi la camicia! c'è' il Cenciajolo! (Il cenciajo).

I' ho la bella bionda! (L'avellanajo).

Assuntina, ce l'ho un bocconcino, o Meo! (Il trippajo).

A chi le taglio le palle! (Il cavolfiorajo).

Chi ha i' dente diacciolo, 'un l'accosti (L'acquacedratajo).

Eccolo, i' vero medico! (Il perecottajo).[]

Chi mi dà un soldo, gnene do due! (cioè: due scatole, non mica du' soldi come parrebbe. Il fiammiferajo).

Meglio che di cera! (Il zolfanellajo),