[2] Perchè il verso torni, va letto e detto Checchin, apocopando. Ma la novellatrice diceva Checchino, ed ho scritto Checchino.
[3] Cor per con. Uno stornello di Roccastrada nel Sanese dice:
In mezzo al mar che c'è un pesce prete
Accompagnato cor un altro abate:
Bella 'un vi si pol dir, brutta non siete.
[4] Le rane però non son mica pesci.
XXI.
LA MAESTRA.[1]
C'era una volta marito e moglie che avevan due bambine. Ma eran figliole d'un'altra moglie che quest'omo aveva avuta prima e che era morta. Le mandavano a scola: sapete bene, i ragazzi! Suo padre andava a accompagnarle e a riprenderle queste bambine. La maestra gli piaceva quest'omo, il padre delle bambine, di molto, ma di molto; ne era innamorata proprio. Figuratevi le carezze e il bene, che la voleva a queste bambine. Le bambine:—«Sai che si pagherebbe, perchè fosse la nostra mamma Lei! La ci vuol tanto bene!»—«Eh»—dice—«bambine mie, che volete? L'avete la mamma, io non posso essere la vostra mamma.»—Tutti i giorni le dicevan così:—«Che si pagherebbe, che la fosse la nostra mamma!»—Lei la dice un giorno:—«Gua', se volete che io fossi[2] la vostra mamma, il rimedio ci sarebbe. Quando la mamma vi dà la merenda la mattina, che la la mette in una cassina, buttate lo sportello sopra; la riman morta. E così io sposerò vostro padre!»—Disegnò bene! Eccoti una mattina le bambine, quando la madre gli dà la merenda, le gli buttan sopra lo sportello, e la riman morta; le rimane il ferro dello sportello confitto nel capo. Scappan dalla maestra:—«Sora Maestra, l'è bell'e fatto! l'è bell'e morta la nostra madrigna!»—Le sapevan di molto la birbonata le piccine. Torna il marito, va di là e trova questa povera donna morta, gua'. Ahn, che ti fa? corre subito dalla sua maestra, dalle bambine:—«Oh cosa gli è questo? Si vede proprio, poera donna, si chinava nella cassa, gli è cascato addosso lo sportello e gli è rimasta morta!»—Le bambine si mettono a piangere; la maestra l'istesso.—«Ah! poerina, che disgrazia!»—Figuaravano. Quest'omo le porta a casa le bambine, fa sotterrare la moglie. Che volete! era morta! Piangi ch'io piango: quest'omo piangeva davvero perchè la gli dispiacque. La Maestra dice alle ragazze:—«Sapete?»—dice,—«vostro padre, quando vo' vedete che piange, vo' gli avete a dire: La non pianga, via, signor padre! non c'è rimedio. Perchè la non isposa la signora maestra?»—Eccoti, quand'egli è in casa, piangeva quest'omo sempre e rammentava la sua moglie:—«Babbo! la non pianga! non c'è rimedio! Perchè la non piglia la signora Maestra che la ci vol tanto bene?»—«Bisogna vedere se la signora Maestra la mi vorrà. Io ho due figliole, vojaltre, sapete; non è facile.»—«E»—dicono—«gli si dirà noi; gli si dirà noi alla signora Maestra.»—Eccoti la mattina le vanno a scola.—«Così, cosa disse?»—«Chi sa se la signora Maestra la vorrà prender me? E noi gli si disse: Si dirà noi alla Signora Maestra; si sentirà quel che la dice.»—Dice la Maestra:—«Quando stasera egli vi domanda, voi gli avete da dire: Se gli è contento lui, io son contenta.»—Eccoti la sera ritornano:—«Cosa gli ha detto la Signora Maestra?»—Dicono:—«Ha detto: se gli è contento Lei, lei è contenta.»—«Bene»—dice—«vol dire che domani io verrò là e si discorrerà i nostri affari.»—Eccoti la mattina va là e si principia a discorrere:—«Io son contento.»—«Io son contenta.»—Facendo il discorso corto, in poco tempo furono sposi. Dopo che furono stati sposi, dopo sette o otto giorni, la principiò a strapazzare queste bambine; la gli tirava, la non le poteva soffrire. Le bambine, quando tornava suo padre:—«Babbo»—dicevano—«quanto la ci strapazza, la signora Maestra. Quanto ci tira! La ci voleva tanto bene!»—«Eh!»—dice il padre—«voi sarete cattive, però....»—Un giorno torna a desinare. La gli dice lei:—«Assolutamente, o fori le bambine, o vado fori io. Io non ce le voglio.»—«Ma come!»—dice.—«Io devo mandar via le bambine? Dove voi tu, che io porti le mie bambine?»—«Ah tant'è! Io voglio così[3].»—Dunque, un giorno, il padre gli dice:—«Oh bambine, oggi, quando si sarà mangiato, s'ha andare a fare una passeggiata.»—La maggiorina la si veste; e, nella tasca, gli viene una idea, la si mette tutta crusca. La fa un bucolino alla tasca e ci mette la crusca. La perdeva; a camminare andava via. Eccoti, la moglie, la gli dice, a quest'omo:—«Portatele fori; quando siete fori, a un posto, gli avete a dire d'andare ad orinare e lasciarle.»—Così quest'omo, il giorno, va via con le sue bambine, tutto dolente, pover'omo, con un dispiacere da non credersi. Cammina, cammina, cammina e gli fa fare... chi sa le miglia? Non si sa, di molte. E poi gli dice, che aveva voglia di orinare[4]:—«Aspettatemi qui»—gli dice; e va via. Lui va a casa; e le bambine aspetta aspetta, si mettono a piangere; non avevan più il suo babbo e non sapevan dove le avevan da venire. Quella maggiorina dice alla sorella:—«Stai zitta! Guarda, guarda si anderà dietro alla crusca, ch'io ho presa; così si troverà la strada.»—Eccoti, dietro dietro alla crusca; e arrivano all'uscio di casa e picchiano. Picchiano. Picchiano, s'affaccia la maestra:—«Ah!»—dice,—«son le bambine! Ah quanto tu sei scellerato!»—Le salgon su e le dicano:—«Babbo, perchè non L'è venuto più a pigliarci? perchè La ci ha lasciate?»—«Ho trovato un mio amico; e così mi sono scordato di voi.»—La moglie insisteva:—«Non avete inteso, che non ce le voglio? O via io, o via loro!»—«Sapete!»—dice suo padre un giorno.—«Oggi v'avete a vestire e si fa una bella passeggiata.»—«Sì! e poi ci lascia!...»—«Eh! non c'è pericolo; non c'è pericolo! Non vi lascio; non vi lascio! Non avete paura!»—Le bambine, le si vestono; ma non si mette crusca quella maggiorina; la non se ne ricorda, o non ce ne avea da essere in casa. Cammina, cammina, il padre le fece camminare centomila volte più della prima volta.—«Sapete»—dice—«bambine; io ho una gran voglia di orinare.»—«Ecco, già, e poi La ci lascia.»—«Non vi lascio, no; quand'io vi dico!...»—E va via suo padre: le bambine lo aspettano ancora. E si fece notte scura. Piangendo, non sapevano dove andare. Cammina, cammina; le vedono un lumicino lontano, ma lontano! Le van sempre appresso a questa luce, loro, gua'! Si avvicinano a questo lume e veggono una porta e picchiano. L'era la casa dell'Orco. Eccoti l'Orchessa (non c'era l'Orco) la tira la corda e vede queste due bambine.—«Oh poerine!»—dice. Eh! le fanno tutto il racconto.—«Il babbo ci ha lasciate»—e le fanno tutto il racconto.—«Poerine»—dice—«v'avete combinato male, perchè l'Orco vi mangia, sapete? appena, che[5] torna.»—La gli dà da mangiare, questa donna, qualcosa, perchè le si accomodino un po' lo stomaco; poerine! le avevan fatto tutte quelle miglia, senza mangiare; e le mette sotto un orcio, dopo che le hanno mangiato. Eccoti l'Orco, che torna a casa.—«Mucci, mucci, che[6] sito di cristianucci; o ce n'è o ce n'è stati, o ce n'è degli impiattati.»—«Eh, chetatevi!»—dice l'Orchessa—«Venite a cena, che si vada a letto! Sempre delle buffonate!»—Eccoti l'Orco mangia e va a letto. E la mattina va via, perchè lui andava via presto. Dice l'Orchessa a queste ragazze:—«Poerine»—dice—«io vi do da mangiare; ma salve non vi fo, perchè, se torna, vi mangia. Non vi sarebbe altro vi mettessi su quel tetto, perchè su codesto tetto lui non ci va.»—L'Orco non ci poteva andare. Te le fa andare e mettere sur un tetto. Eccoti l'Orco, che torna; si volta in su:—«Ah briccone, or'ora voi siete mie! Lo diceva, che ci erano i cristianucci!»—Dunque va a casa e rimprovera la moglie. Dice:—«Che so io di bambini? Che conosco io le case degli altri? In casa mia non v'erano»—dice la moglie. Eccoti l'Orco va e picchia a tutte le case, perchè gli aprissero; voleva andare a prendere le figliole. Nessuno gli rispondeva: eh! che eran minchioni, che volevano aprire all'Orco? Lui va a casa e prende tutti i fiaschi, fiaschi voti[7]; e principia a fare una scala, avete inteso? con questi fiaschi e diceva:—«Ora le chiappo!»—Quando gli ha fatto tutta questa scala, si mette a salire. Figuratevi co' fiaschi questa scala! Quando gli è neppure a metà, gli vien di sotto e riman morto. Allora l'Orchessa, la va a prendere le bambine e la le tiene per sue figliole proprio, veramente; e ricche le erano. Quando le furono grandi, lei le maritò e stiedero sempre bene e sempre in pace con questa donna. Morto che fu l'Orco, ci ebbero la sorte; e del padre non se ne ragiona più.
Stretta la foglia e larga la via;
Dite la vostra, chè ho detto la mia.