[vi] Il t di cont è eufonico, e si mette solo quando la parola seguente comincia per vocale.
[vii] Mago, Orco: manca nel Cherubini.
[viii] Questo che è un mero sproposito della Novellaja, è puramente riempitivo e pleonastico.
[ix] Truss Trusc, mucci mucci; manca nel Cherubini.
[x] Cristianusc, per cristianucci, forse, e senza forse, non esiste se non in questa sola frase.
[xi] La costruzione più comune sarebbe: Lee allora la ghe dis.
[xii] Più correttamente si direbbe: el tira via la scuffia di so fiœu; o meglio: el ghe tira via le scuffi ai so fiœu. Così pure in vece di ghe l'ha missa, sarebbe più grammaticale ghe le mett; e, più giù, in vece di se l'è imnmaginaa, dovrebbe dirsi se l'era immaginaa, l'imperfetto invece del presente.
[xiii] Balòss, barone, furfante, paltoniere. Così chiamansi per antonomasia nel basso Milanese que' vagabondi, che si presentano sul far della notte alle cascine, chiedendo alloggio e vitto, certi d'ottenerlo; pel timore, che incutono facilmente a' cascinai, abitanti in luoghi pericolosi, perchè isolati. In tutta Italia e specialmente nel mezzogiorno, chi s'è dato in campagna, trova sempre ricovero e vitto nelle masserie isolate, i cui proprietarî ed abitatori troppo avrebber da temere della loro vendetta, se osassero dare un rifiuto; e quindi son costretti ad essere manutengoli involontarî.
[xiv] Dò, due, femminile; al maschile si dice duu. Quella di dò, quella di trèdes e modi simili, la seconda, la decimaterza, eccetera. Fághela de dò, ficcarla di boléa, fare una burla di pepe ad alcuno.
[xv] Comè; molto, assai, quanto mai. L'è grand comè, è grande assai. Vuol pur dire come, siccome.