Pel nome del Re nostro,
Libro degli incantesimi,
Dal tuo sincero inchiostro
Dove que' prenci fuggano
Tosto mi sia dimostro.
E poi lesse alcune pagine sotto voce. Rivolgendosi quindi al capitano: — «Come farai per raggiungere que' rapitori, prima che siano in salvo nel girone di qualche fortezza antiboina, exiboina od introiboina? Sai quanti chilometri di vantaggio hanno?».
— «Circa trentasei ore; farò sferzare e sforzare i cavalli; li farò cambiare per amore o per forza, con le buone o con le brutte, durante la corsa; giungerò con dieci uomini, giungerò solo; ma giungerò, voglio sperare, se non per liberare la mia Principessa, per ammazzare almeno uno de' tre monarchi e per esser trucidato sotto gli occhi di lei».
— «Sai la strada battuta da' tre Re?».
— «Ne ritroveremo le orme, le vestigia; prenderemo lingua, c'informeremo, cammin facendo. Non si tratta mica d'una brigatella, che possa passare inavvertita affatto».
— «Que' ladroni galoppavano verso i confini d'Antibo. Per quanto isferzassi ed isforzassi i cavalli, per quanto li cambiassi, non potresti raggiungerli mai, tanto sono montati meglio di te e de' tuoi, e tanto è il vantaggio, che han preso. E poi, scusami, morire senza ottener l'intento e sapendo, che non può ottenersi per quella via, sarebbe ragazzata».