Detto, da la grammegna, Grammegnano;
Po' sse corroppe e sse chiammò Gragnano.
Racconta il Domenichi, che—«Don Bernardin Velasco, il quale fu.... Gran Contestabile di Spagna, persona molto nobile et galante, era grandemente innamorato d'una donzella della Reina, et, secondo il costume di Spagna, affezionatamente la serviva. Et perchè egli le voleva tutto il suo bene, diceva: che non le mancava nulla a farla perfettamente bella, se non che ella avesse un poco più carne; perciocchè ella era magretta, anzi che no, come ordinariamente sono le fanciulle. Questa fanciulla, come s'usa in corte, avea donata una impresa di color verde al suo innamorato Velasco, confortandolo in quel modo a sperar bene del suo amore, acciò che egli vestisse la sua famiglia di quel colore. Comparendo dunque il Velasco et avendo vestito tutti gli staffieri et servidori suoi di verde, se gli fece incontra Consalvo; et lodando quella nuova livrea, disse: Voi l'avete inteso benissimo, Signor Velasco; perciocchè con cotesto verde ingrasserà ella tosto. Burlando in questo modo la sua innamorata magra, et pigliando l'acutezza del motto dalla pastura delle mule. Perchè gli spagnuoli chiamano verde la gramigna fresca et la brocca, che essi danno di primavera alle mule per farle ingrassare. [Il motto parve bellissimo et vivo a tutti i galantuomini di quella corte]».—
[3] Sceppà', scippà'; graffiare, sgraffiare; strappare; rubare. Il Padre Casalicchio ha tentato di aulicizzar la parola:—«Scippare continuamente i canuti capelli di mezzo ai negri (IV. 3. IV.)»—
[4] Trasì', entrare. Basile:
Non ghire summo summo,
Non ghire scorza scorza,
Ma spercia e trase dinto;
Ca chi non pesca 'nfunno
È 'no bello catammaro a 'sto munno.