[1] —I.—Confronta col primo trattenimento della seconda giornata del Pentamerone:—«'Na femmena prena sse magna lo petrosine de l'uorto de 'n'Orca; e, còveta 'nfallo, le promette la razza, che aveva da fare. Figlia Petrosinella. L'Orca sse la piglia e la 'nchiude a 'na torre. 'No Prencepe ne la fuje e 'nvertù de tre gliantre gavitano lo pericolo de l'Orca. E, portata a la casa de lo 'nnamorato, deventa Prencepessa».—II.—Chiaqlira dla Banzola, XII. La fola dla Prassulina—III.—Nel Conto dei Conti (edizione del MDCCLIV) la fiaba è intitolata Petrosellini, errore evidente per Petrosinella.—«Una donna gravida si mangia i petrosellini dell'orto di un'Orca. Se ne accorge l'Orca; la prende. Quella per timore le promette il parto, che avea da fare. Esce alla luce una bellissima fanciulla. L'Orca se la prende e la chiude in una torre. Un Principe la rapisce; e, conducendola in sua casa, se la prende per moglie».—Nella edizione del MDCCCLXIII, il racconto si trova intitolato Pietro Sellini. Ameno sproposito, che ricorda quello di Luigi Ferri; il quale, trovando sul sepolcro del Cusano: Promissio Retribucionis non fefellit eum; ha copiato: Promissio Petri Bucionis non fefellit eum. (Nella Nota 11 al conto II. ter. Re tre sorelle, della presente raccolta, ho riportato per estesa questa versione. Vedi sopra pagg. 58 e segg. La nostra pomiglianese è monca, mancandovi gl'incantesimi, che agevolano la fuga).—IV.—Il principio del racconto pomiglianese, fino al rapimento della fanciulla da parte dell'Orco, è anche da confrontarsi con la Prezzemolina della mia Novellaja Fiorentina.—V.—Cf. anche la LIII delle fiabe siciliane della Gonzenbach: Von der schönen Angiola.—VI.—Vedi Fiabe e Novelle | Popolari Veneziane | Raccolte | da | Dom. Giuseppe Bernoni || «Nelle favole poetiche fatte da | tutto un popolo, evvi maggio- | re verità che nel racconto sto- | rico scritto da un uomo». | G. B. Vico. || Venezia | Tipografia Fontana-Ottolini | 1875. Novella duodecima: La Parzamolina.—VII.—Pitrè. (Op. cit.) La vecchia di l' ortu, segue in tutto l'andamento della Prezzemolina succitata.

[2] Pe' sse fà', per cogliersi. Fare, parlandosi di piante, frutta, fiori, fronde ecc., vale in napoletano cogliere, raccogliere. 'E petrusine, i prezzemoli, i petrosilli. (Così ha detto il Groto nel Pentimento amoroso, Atto II, scena III:

Per pruova or so, che non può farsi a femina

Maggior dispetto, che cercar di muoverla

Dal suo primiero amante, ch'ella elettosi

Ha di sua voluntate e altrove volgerla.

Anzi, quanto minacce vi si adoprano,

Preghi, promesse e doni, più s'inaspera

Ella e ferma si tien nel suo proposito,

Sì come i petrosilli, che risorgono